La 3G condannata a riassumere i licenziati
Accolto il ricorso di 24 telefonisti, il call center dovrà anche pagare dodici stipendi e i contributi
SULMONA. Immediato reintegro dei lavoratori con il pagamento di 12 mesi di stipendio e dei contributi non versati nel periodo in cui sarebbero stati ingiustamente licenziati. È il succo dell’ordinanza con cui il giudice del tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha accolto il ricorso di 24 dipendenti della 3G, sugli oltre 50 che erano stati licenziati tra ottobre e dicembre del 2015. Secondo il giudice infatti, la 3G avrebbe violato la norma in materia di licenziamento collettivo individuando i lavoratori da licenziare senza tener conto di determinati vincoli e dei contratti di lavoro, delle professionalità e delle singole posizioni di ciascuno. «Siamo soddisfatti della decisione del giudice che fa giustizia su un provvedimento illegittimo che aveva tolto il lavoro a decine di famiglie», afferma l’avvocato Gabriele Tedeschi che ha curato il ricorso dei dipendenti. Nell’ordinanza il giudice impone alla 3G Spa, in persona dell’amministratore unico, di reintegrare i ricorrenti nel posto di lavoro e condanna l’azienda a corrispondere, in favore di ciascuno dei ricorrenti, un’indennità risarcitoria «commisurata all’ultima retribuzione globale dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e comunque in misura non superiore a dodici mensilità, detratte le somme eventualmente percepite dai ricorrenti, nel periodo di estromissione». Previsto anche il pagamento degli interessi legali e la rivalutazioni monetarie. La società è stata condannata anche a versare i contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi legali, senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione. Il tutto per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe maturata nel rapporto di lavoro risolto dall'illegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dell’eventuale svolgimento di altre attività lavorative. La 3G è stata condannata anche al pagamento delle spese del giudizio. Soddisfatti anche i sindacati i quali auspicano l’apertura di una trattativa che possa garantire prospettive future al call center di Sulmona. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

