La Asl avviò l’inchiesta interna Le telecamere erano spente

3 Febbraio 2023

Il fatto di cronaca avvenuto nella Marsica aveva fatto il giro d’Italia finendo sulle prime pagine di quotidiani, telegiornali e programmi televisivi nazionali. La foto della Fiat 600 rossa ferma...

Il fatto di cronaca avvenuto nella Marsica aveva fatto il giro d’Italia finendo sulle prime pagine di quotidiani, telegiornali e programmi televisivi nazionali. La foto della Fiat 600 rossa ferma davanti al pronto soccorso era stata condivisa anche sui social. Sia la moglie di Di Felice, Tonina, che la sorella Jole, erano stato intervistate da numerosi programmi televisivi collegandosi proprio dal piazzale dell’ospedale di Avezzano dove erano avvenuti i fatti.
Diversi i giornalisti arrivati in Marsica per poterle intervistare. Secondo quanto accertato dagli investigatori sarebbero passati circa 15 minuti tra l’arrivo di Di Felice e le manovre rianimatorie praticate dall’infermiera addetta alla rilevazione della temperatura.
Tuttavia le telecamere del pronto soccorso non avevano registrato gli ultimi attimi di vita di Enzo Di Felice. All’ora in cui il pensionato era arrivato a bordo dell’auto guidata dalla sorella, Fiat 600 rossa, le 11 circa, le telecamere di sicurezza non erano attive perché le registrazioni vengono effettuate dalla tarda serata fino all’alba. Visto il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, l’allora manager della Asl, aveva fatto sapere di volere «avviare un’indagine interna», come da prassi, «per accertare fatti, circostanze ed eventuali responsabilità». (f.d.m.)