«La baby gang ha tentato di rapinarmi»

15 Marzo 2023

Una 47enne racconta di essere stata circondata da quattro minori: «Uno mi ha minacciata con un coltello, sono scappata»

AVEZZANO. Ha raccontato di aver subìto un tentativo di rapina in pieno centro ad Avezzano da parte di una baby gang. «Sono stata circondata. Erano tre o forse quattro. Uno di loro ha estratto un coltellino intimandomi di consegnare tutto quello che avevo, ma sono riuscita a scappare». La presunta vittima è una 47enne residente in città. Non ha sporto denunce.
IL RACCONTO
«Avevo parcheggiato l’auto nel quartiere di San Rocco e avevo raggiunto il centro a piedi per fare una passeggiata», racconta la donna, raggiunta telefonicamente dal Centro, «erano circa le 17.45 e stava per fare buio. Mentre guardavo le vetrine su via Garibaldi, ho svoltato su via Monte San Michele per tornare verso la macchina». Si tratta di una stradina, nei pressi del tribunale, che collega via Garibaldi a via Monte Grappa. «Ho notato la presenza di un gruppetto di adolescenti appostato. Erano tre o forse quattro», prosegue la donna nel suo racconto, «a un certo punto mi sono venuti incontro e mi hanno circondata. Poi uno di loro ha estratto un coltellino intimandomi di consegnare tutto quello che avevo. Il suo accento era straniero, ma non saprei dire la nazionalità. Mi si è gelato il sangue. A un certo punto, però, un altro componente del gruppetto, forse il capo banda, gli ha fatto un cenno che non saprei interpretare e, approfittando di quel momento di esitazione, sono scappata. Una volta uscita dalla stradina mi sono ritrovata su via Monte Grappa e mentre mi allontanavo velocemente ho preso il cellulare dalla borsa per allertare le forze dell’ordine, sfortunatamente era scarico. Non ho un ricordo molto nitido di quei momenti». La donna riferisce anche di non aver voluto sporgere denuncia per il timore di eventuali ritorsioni. «Non saprei dire se si tratta della baby gang che qualche sera fa ha pestato tre ragazzini mandandoli in ospedale», ha detto, «per questo ho paura a denunciare. È chiaro a questo punto, però, che il problema non è solo di ordine pubblico e sicurezza, ma è anche un problema sociale. A ogni modo, chi di dovere intervenga».
LE TELECAMERE
La zona potrebbe essere coperta dal sistema di videosorveglianza della città. Proprio in questi giorni sono in corso lavori per ultimare il potenziamento e il miglioramento dei punti di ripresa soprattutto nella zona del centro. Tuttavia in assenza di una denuncia potrebbe non partire una indagine ufficiale, anche se i carabinieri hanno preso informazioni su quanto accaduto in pieno centro.
I PRECEDENTI
L’ultimo episodio di microcriminalità legato a bande di adolescenti risale a pochi giorni fa quando tre ragazzi di una comitiva hanno rimediato un pestaggio a opera di quella che sembra essere una baby gang formata da ragazzini italiani e stranieri che girano armati di coltellini a serramanico, tirapugni e mazze in cerca di provocazioni e pronti a scatenare risse come quella di due sabati fa dietro alla cattedrale. Tre ragazzi sono finiti in pronto soccorso. In questo caso a denunciare il fatto sono stati alcuni genitori preoccupati. I primi a lanciare l’allarme baby gang, mesi fa, erano stati i commercianti di via Cataldi che avevano parlato di frotte di ragazzini che stazionano sui marciapiedi impedendo il transito dei pedoni e l’ingresso dei clienti nelle attività commerciali. Ma anche di marciapiedi che a fine giornata sono ridotti a pattumiere a cielo aperto tra bottiglie di alcolici e sporcizia di ogni genere abbandonati qua e là. E ancora risse, muri imbrattati da bombolette spray e danni alle auto parcheggiate, alle vetrine dei negozi e ai portoni delle abitazioni. Insomma un angolo della città tenuto sotto scacco dai bulli tra la disperazione di residenti e commercianti. Qualche giorno prima, dopo una rissa in piazza Risorgimento, un 16enne era finito in ospedale. Per cercare di contenere il fenomeno la polizia locale aveva predisposto ronde dalle 18 alle 24 da parte degli agenti. Qualche anno fa a lamentare la medesima situazione erano stati i residenti del Palazzaccio, l’edificio ex Inal che affaccia su piazza Risorgimento il cui parcheggio interno era diventato luogo di bivacco di ragazzini, la gran parte minorenni, che trascorrevano i pomeriggi, le sere e le notte tra schiamazzi, alcol, risse e rombi di motori arrivando a minare la tranquillità degli inquilini spesso offesi e minacciati se provavano a protestare. La situazione spinse il sindaco Gianni Di Pangrazio a istituire una specie di “zona rossa” nel parcheggio e maggiori controlli della polizia locale.
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