La Beata Antonia torna a Paganica

14 Luglio 2015

Al via le iniziative. Oggi alle 18,30 incontro con padre Carlo Serri

L’AQUILA. Sono passati più di sei anni da quella terribile notte del 6 aprile 2009, quando il sisma devastò il Monastero delle Clarisse e il centro storico di Paganica. Alle 3 e 32 crollò il tetto del monastero, proprio sopra le celle delle Sorelle claustrali. L’abbadessa Madre Maria Gemma Antonucci perì sotto le macerie. Ferite gravemente due Sorelle, le altre miracolosamente illese. Le Sorelle clarisse, con l’aiuto dei soccorritori e dei vigili del fuoco prontamente accorsi, messa in salvo l’urna con il corpo incorrotto della Beata Antonia da Firenze, che era custodita nella Chiesa del Carmine del complesso conventuale, raccolte le poche cose recuperabili, partirono per Pollenza, in provincia di Macerata, per essere temporaneamente accolte nel Monastero delle Clarisse. Lì la Beata Antonia è stata da allora custodita in sicurezza. Intanto, sul complesso conventuale imponenti lavori sono da due anni in corso mentre la Soprintendenza ai Beni Culturali dell’Aquila ha già praticamente completato un pregevole restauro dell’antica chiesetta di San Bartolomeo, annessa al monastero, dove il 16 luglio l’urna della Beata Antonia verrà collocata. Per celebrare al meglio l’evento sono state organizzate una serie di iniziative di cui la prima oggi pomeriggio alle 18,30, nel monastero delle Clarisse, con un incontro con padre Carlo Serri ministro provinciale dell’Ordine dei frati minori che parlerà sul tema: «Dal mondo al chiostro, l’esodo francescano della Beata Antonia da Firenze». Paola Poli, responsabile dell’archivio diocesano dell’Aquila, relazionerà su «Saper fiorire dove il Signore ci ha seminati, il culto della Beata Antonia».