La benedizione delle 2 lapidi sepolte sotto il ghiaccio

25 Gennaio 2018

LUCOLI. C’era il sole ieri mattina a Campo Felice. Il piccolo fontanile è sepolto dalla neve. Per salire a Monte Cefalone ci vogliono i ramponi, da lassù si vede tutta la valle di Campo Felice ma non...

LUCOLI. C’era il sole ieri mattina a Campo Felice. Il piccolo fontanile è sepolto dalla neve. Per salire a Monte Cefalone ci vogliono i ramponi, da lassù si vede tutta la valle di Campo Felice ma non c’è tempo per guardare lo spettacolare panorama. Bisogna lavorare a lungo con le pale per scoprire le due lapidi collocate l’estate scorsa e sepolte sotto il ghiaccio. In questo punto, il 24 gennaio dell’anno scorso, c’è stato lo schianto dell’elicottero del 118 e le due lapidi ricordano quelle vite spezzate. Per salire lassù ci vogliono uomini abituati alla montagna, quelli con le tute rosse del soccorso alpino e del 118, i colleghi delle vittime della catastrofe di un anno fa. Tra loro c'è anche un uomo vestito di nero che indossa i paramenti viola. Don Claudio Tracanna è salito lassù per benedire le due lapidi. Ci vuole un po’ di tempo per i preparativi, anche posizionare un lumino sembra quasi un’impresa, il ghiaccio intorno al fontanile è duro ed è difficile ricavare uno spazio al riparo dal vento che sicuramente arriverà. Ma al momento della benedizione la valle è inondata dal sole, non c’è la nebbia di quel 24 gennaio 2017 e il vento concede una pausa. Don Tracanna benedice le due lapidi, ricorda le parole dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi nell’omelia dello scorso anno. «Questi nostri fratelli sono morti compiendo un gesto di altruismo» dice Tracanna, «sono figli coraggiosi della nostra terra e rendiamo omaggio dal profondo del cuore al gesto di abnegazione che hanno compiuto. La morte rappresenta, è vero, un distacco doloroso ma anche un approdo in una nuova unità con Dio».
In sottofondo l’acqua sgorga lentamente dal piccolo fontanile, don Claudio cita San Giovanni Paolo II, «chiediamo a lui pace e salvezza per tutti i caduti della montagna». (r.p.)
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