La biblioteca ormai dimenticata: «Libri e documenti indisponibili»

La denuncia dell’avvocato Lopardi che non riesce a consultare pagine di vecchi quotidiani: «Parte dell’archivio è in un magazzino e non più fruibile. E questa sarebbe la città della cultura?»
L’AQUILA. Dove non è arrivato il terremoto, arrivano l’incuria, la mancanza di fondi, di personale e gli scatoloni. E così può capitare che una biblioteca provinciale, ricca di volumi indispensabili a chi studia o fa ricerca, rimanga aperta solo qualche ora al giorno, con materiale non fruibile perché da 15 anni ancora negli scatoloni e dislocato in varie sedi “provvisorie”. La denuncia è dell’avvocato Riccardo Lopardi che racconta l’odissea – non ancora risolta – quando per “ricostruire” un caso giudiziario ha chiesto la consultazione di alcune pagine dei quotidiani locali riferiti a febbraio-marzo del 1968 alla biblioteca provinciale “Tommasi”. «Molti documenti dell’archivio della biblioteca», incalza l’avvocato, «sono in magazzino e quindi non più fruibili agli utenti, per la Capitale della cultura non c’è male e la circostanza, a mio parere, va denunciata alla collettività». Dopo una prima richiesta “di acquisizione di documenti” formalizzata con due pec il 7 e l’8 ottobre scorso, il legale si è riservato «in estrema ratio» di depositare formale richiesta di accesso agli atti «col successivo ricorso al Tar in caso di diniego». Ai tempi della gestione della Provincia (il passaggio alla Regione è stato completato nel 2020) la biblioteca era dotata «di un capo bibliotecario», ricorda Lopardi, «con una laurea ad hoc nonché di due dipendenti di ottavo livello e addirittura di ulteriori 18 persone». Questo fino al 2000 quando si soddisfacevano le richieste di 500 utenti al giorno. «Al momento la Regione ha demandato a capo della struttura un funzionario e non un bibliotecario, e ci sono due o tre dipendenti». Non proprio il massimo per una città che vanta una tradizione accademica da record designata anche come Capitale italiana della Cultura 2026. Immediata la risposta del settore beni culturali della regione.
«Il sisma del 6 aprile 2009 ha inferto gravi danni all’edificio che ospitava storicamente la biblioteca, situata nel cuore della città», spiegano i responsabili degli uffici che gestiscono la biblioteca, «in attesa della ristrutturazione del palazzo, l’archivio è stato parzialmente trasferito in una sede provvisoria nella frazione di Bazzano, mentre alcuni documenti sono stati collocati in altre sedi della città. Queste decisioni, adottate subito dopo il sisma, hanno permesso di preservare un patrimonio librario e documentale di grande valore storico, ma allo stesso tempo hanno anche creato difficoltà nella consultazione di volumi e documenti da parte degli utenti». Così per garantire una maggiore accessibilità e centralità ai servizi della biblioteca, la Regione ha formalmente richiesto al servizio patrimonio immobiliare di individuare una sede idonea ad ospitare l’intero patrimonio librario. Questo intervento», concludono, «si inserisce nel processo di recupero della sede storica della biblioteca, con l’obiettivo di restituire, nel frattempo, un servizio completo e facilmente fruibile, affinché ricostruzione materiale e sociale possano procedere assieme». (c.d.s.)
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