La biblioteca si allarga e torna in centro

1 Agosto 2020

Presentato l’aggregato da 42 milioni: punto chiave l’accorpamento della “Tommasi” con l’Agenzia di promozione culturale

L’AQUILA. La biblioteca “Salvatore Tommasi” accorperà l’Agenzia di promozione culturale della Regione. Un polo umanistico e letterario che troverà una collocazione ideale nei vecchi locali, all’interno dell’aggregato del “Quarto Cantone”", arricchiti e ampliati dagli spazi un tempo occupati dal liceo classico Cotugno. L’aggregato, definito a ragione dai tecnici «il principale intervento di ricostruzione pubblica dell'Aquila nel post sisma», ha un valore complessivo di 42 milioni 750 mila euro. La procedura del primo stralcio dei lavori, per un importo di 15 milioni 705 mila euro, è a buon punto: il termine per l'invio delle offerte – circa 40 quelle arrivate – è scaduto il 22 giugno ed entro l’anno la commissione esaminatrice procederà all’affidamento. Per completare l’opera la ditta aggiudicatrice avrà due anni di tempo. A conti fatti, a inizio 2023 L’Aquila vedrà tornare alla luce il grande complesso monumentale che da piazza Palazzo arriva fino a corso Vittorio Emanuele e ingloba le sedi della biblioteca, della Camera di commercio e dell’ex bar Eden. Tempi più lunghi, per il secondo stralcio dei lavori, relativo al Convitto nazionale.
ACCORDO REGIONE-PROVINCIA. Il passaggio della biblioteca dalla Provincia alla Regione, che a sua volta cederà all’ente provinciale alcuni locali di Collemaggio, si chiuderà nei prossimi giorni, con la stipula dell’atto di permuta. È l’elemento chiave dell’operazione illustrata, a Palazzo Silone, dall’assessore regionale con delega al patrimonio, Guido Quintino Liris, dal provveditore interregionale alle Opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna, Vittorio Federico Rapisarda e dal dirigente del Provveditorato e responsabile del procedimento, Gennaro Di Maio. «Un risultato frutto di un importante lavoro di concertazione», ha dichiarato Liris, «attraverso un'intesa che ho promosso, finalmente si è chiarito chi, nei confronti del Provveditorato, doveva essere interlocutore per questo importante progetto».
POLO CULTURALE. Il piano prevede quasi un raddoppio degli spazi, anche in considerazione del fatto che il liceo classico, per scelta della Provincia, resterà a Palazzo Quinzi. «Faremo un’operazione virtuosa», il commento di Liris, «la biblioteca, con una scelta non ottimale, dopo il sisma è stata collocata a Bazzano, localizzazione che ne ha svilito il ruolo sociale e di fruibilità. Accorperemo l’Agenzia di promozione culturale regionale con la biblioteca Tommasi, creando un luogo centrale per la formazione dei giovani e per la valorizzazione del patrimonio identitario e culturale abruzzese». Ai locali tradizionali, che la Regione ha voluto restassero vincolati a un restauro conservativo, come la sala lignea, si affiancherà una parte multimediale e moderna. IL BUCO NERO. Tale è stato per oltre undici anni e ne occorreranno altri due e mezzo per tagliare il nastro del primo blocco dei lavori. Tempi che, come ha spiegato Rapisarda,«potranno essere accelerati grazie al decreto Semplificazioni approvato dal governo. Perverremo alla stipula del contratto in maniera molto più rapida e potremo avviare subito l’esecuzione dell’opera». La commissione di gara è al lavoro per valutare le offerte, a fine anno l’aggiudicazione. Per il secondo stralcio si è quasi alla redazione del progetto definitivo: in questo caso, si procederà con l’appalto integrato. Di Maio ha fatto notare come «il complesso, che presenta cinque secoli di evoluzioni realizzative, sia fortemente danneggiato».
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