«La biblioteca torni in centro storico»

Le associazioni lanciano un appello a Comune, Provincia e Regione: sia luogo d’incontro
L’AQUILA. Far rivivere il centro della città con una grande biblioteca pubblica che diventi un luogo di incontro ai Quattro Cantoni, in pieno centro storico. Un luogo aperto alla città al territorio e al mondo. È l'appello lanciato ieri da numerose associazioni aquilane per far tornare a rivivere la biblioteca “Salvatore Tommasi”, che prima del sisma si trovava nell'aggregato ai Quattro Cantoni dove avevano sede anche alcuni uffici della Provincia, il Convitto nazionale, la Camera di commercio e numerosi altri enti. La proposta è stata formalizzata ieri nel corso di un incontro tra le associazioni culturali aquilani che hanno deciso di rivolgere con una voce sola un appello a tutti gli enti interessati, Comune, Provincia, Regione, Convitto nazionale “Cotugno” e Camera di Commercio, per la ricostruzione di uno spazio sociale e culturale in centro città. A promuovere l'iniziativa l'Auser L'Aquila che ha raccolto intorno a un singolo tavolo associazioni che vanno dall'Angelus Novus all'Archeoclub, dall'Arci L'Aquila a Italia Nostra sezione Marco Tobia, Jemo 'nnanzi, Mamme per L'Aquila, Panta rei, Serra international, e Unla L'Aquila. A questo si aggiungono anche alcuni privati cittadini. La proposta è quella di riportare prima possibile ai Quattro Cantoni la biblioteca Tommasiana, spostata dopo il sisma al nucleo industriale di Bazzano e che vive un momento difficile dopo che la competenza è passata dalla Provincia alla Regione. Si chiede di riportare la biblioteca al suo posto, con sale lettura, wi-fi, spazi di incontro per gruppi di lettura e dibattiti. La biblioteca sarebbe, nella proposta delle associazioni, destinata a tornare al piano che la ospitava fino al terremoto del 2009. Ai piani inferiori, invece, secondo le associazioni, sarebbe possibile collocare le iniziative dei privati. Ad esempio, si potrebbe usare gli spazi dell'ex refettorio del Convitto nazionale per la realizzazione di un ristorante di qualità che valorizzi la cucina aquilana. E poi si sarebbe spazio per un gran numero di attività, come l'ufficio di informazione turistica della città. Le associazioni chiedono al Comune di indicare, come previsto da norme vigenti, di indicare l'uso dell'immobile una volta terminati i lavori di ristrutturazione, al momento bloccati per tutta una serie di ricorsi. Per presentare la proposta, le associazioni chiedono un incontro con il sindaco Pierluigi Biondi.
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