La Biometano: entro l’anno i lavori per la nuova centrale

17 Agosto 2021

Il sindaco D’Orazio (San Benedetto): «Pronti a impugnare la sentenza del Tar» La società: «Tempo scaduto il 16 luglio, questa è un’opera di pubblica utilità»

COLLARMELE. La Biometano Energy ritiene che non vi siano più ragioni di attendere. La sentenza del Tar, che le dava ragione, secondo la società, è diventata esecutiva, in quanto non impugnata dai Comuni, che avevano fatto ricorso. Pertanto si dice «lieta» di potere annunciare la ripresa delle attività preparatorie alla realizzazione della centrale a biogas prevista nel comune di Collarmele. E ribadisce i vantaggi che tale impianto, alimentato con gli scarti agricoli, arrecherebbe al territorio fucense, sia dal punto di vista ambientale che economico. «Alcune tra le maggiori imprese del Fucino», rileva la Biometano in una nota, «hanno individuato nel nostro impianto la destinazione ottimale dei loro scarti di confezionamento e di altri sottoprodotti agricoli, ricevendone in cambio un prezioso fertilizzante, il digestato, molto apprezzato anche nelle coltivazioni biologiche». Per la realizzazione dell’impianto è previsto un investimento di circa 12 milioni, di cui la metà verrebbe spesa sul territorio coinvolgendo aziende locali. Sarebbero stati già avviati accordi preliminari per l’affidamento delle attività di costruzione ad aziende locali e altri impiantisti idraulici ed elettrici. Dal punto di vista occupazionale è prevista la creazione di 5 posti di lavoro diretti e di almeno altre 10 persone che troveranno posto nell’indotto. «Ora», conclude la società, «cercheremo di perfezionare gli accordi finanziari in corso, finora ostacolati dal ricorso dei Comuni al Tar, dopo di che prevediamo di poter calendarizzare l’inizio dei lavori entro la fine dell’anno».
L’impianto verrebbe realizzato entro un anno, dunque entro la fine del 2022 potrebbe iniziare l’attività.
A raffreddare l’entusiasmo della società, però, ci i pensano i tre Comuni – Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescina – che si oppongono all’impianto fin dall’inizio. Se ne fa portavoce, Quirino D’Orazio, sindaco di San Benedetto: «Non è vero», afferma D’Orazio, «che non abbiamo impugnato la sentenza del Tar. Per farlo abbiamo 60 giorni di tempo. La sentenza è del 16 giugno, dunque i termini scadranno il 16 settembre, giacché in agosto è prevista la sospensiva feriale. La Biometano, dopo la sentenza di primo grado, potrebbe anche iniziare i lavori, ma se il Consiglio di Stato, come speriamo, desse ragione a noi, allora si esporrebbe a costi non indifferenti».
La Biometano, per bocca del portavoce Claudio Peraino, replica: «I Comuni avevano tempo 30 giorni, non 60, per appellarsi, dato che l’impianto è considerato opera energetica di pubblica utilità. Dunque il termine scadeva il 16 luglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA