La Blundo sul Piano Case: «No alla demolizione»

La senatrice: meglio dare gli alloggi a universitari, migranti e associazioni Perrotti (Comitatus): molti assegnatari di Assergi vorrebbero restarci
L’AQUILA. Aprire un processo conoscitivo sull’eventuale domanda di alloggi. È la proposta del Movimento 5 Stelle che si oppone alla decisione dell’amministrazione comunale di procedere verso l’abbattimento del progetto Case e di tutte le strutture provvisorie realizzate dopo il sisma per gestire l’emergenza degli sfollati (per la verità più che altro un balletto di ipotesi e di prese di posizione degli esponenti dell’amministrazione comunale che non si è tradotto ancora in certezze). L’immenso patrimonio immobiliare «non può essere eliminato con decisioni prese dall’alto, allo stesso modo di come è stato costruito, senza consultare la città»: è la posizione del M5s Meetup Grillo e del Comitatus Aquilanus-Periferie unite, rappresentata dalla senatrice grillina Enza Blundo e dal rappresentante del Comitatus, Antonio Perrotti, che ieri hanno proposto di realizzare un censimento di tutte le esigenze della popolazione, una sorta di sondaggio dettagliato e completo per capire cosa salvare del Progetto Case e come riutilizzare un esteso patrimonio «che difficilmente si riuscirà a smantellare per gli alti costi e per la complessità del lavoro».
Tanto vale riadattarlo, a mano a mano che la ricostruzione procede. Secondo la Blundo gli alloggi del Progetto Case potrebbero essere destinati a chi vuole prendere la residenza all’Aquila, agli studenti universitari, ai migranti, ai proprietari di seconde case, alle imprese o alle associazioni che potrebbero proporre forme di riconversione a fini turistici e ricreativi (in particolare per i Map). «Sappiamo già che il 30% delle persone vuole restare nel Progetto Case», ha detto Perrotti, «sono venuti ad esempio da noi 40 proprietari di abitazioni della frazione di Assergi (e non solo) per dirci che vogliono restare lì». «È singolare che oggi a chiedere la commissione d’inchiesta dopo sette anni dal terremoto siano le stesse persone che, all’epoca della realizzazione, lavoravano con incarichi politici al fianco delle amministrazioni», ha attaccato la Blundo, «poi dovrà essere aperto il confronto con la cittadinanza», ha insistito la Blundo, «e proposta una serie di bandi complementari che permettano di poter graduare le diverse domande su criteri di merito».
La senatrice Blundo ha anche sollevato dubbi sul progetto di Parco urbano e centro polivalente che s’intende realizzare a piazza d’Armi, progetto assegnato dal Comune «con un ribasso del 62%» su cui la Blundo sollecita l’intervento del presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.
Marianna Gianforte
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