La bolletta dell’inverno fa paura Bar in centro riapre a primavera

29 Settembre 2022

Un locale sceglie di chiudere prima di accendere il riscaldamento: «È il lockdown energetico» Ma le attività commerciali a rischio sono almeno altre quattro: si aspettano risposte dal Comune

L’AQUILA. I costi delle bollette sono insostenibili e arriva perciò la chiusura per «Lockdown energetico», come recita il cartello affisso sull’ingresso del locale. «Arrivederci a primavera», dice lo staff dei Due magi, locale aperto nel 2018 in centro da Marco Carosone e Giuseppe Cipollone.
chiuso per bollette
Per I Due magi non c’è alternativa: stop immediato per tagliare di netto le spese che, per l’inverno alle porte, si annunciano proibitive. «Siamo chiusi per un po’ di mesi, a meno che Giorgia (Meloni, ndr) non tiri fuori la bacchetta magica», spiega Carosone. Questo è solo uno degli esempi di attività commerciali dell’Aquila che devono fare i conti coi pesanti rincari di bollette e materie prime. Sono infatti diversi i locali che stanno prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di fermarsi ancor prima di accendere i riscaldamenti.
l’allarme di confcommercio
L’ultimo allarme lanciato è quello di Daniele Stratta, presidente provinciale della Fipe Confcommercio. Stratta ha parlato del possibile stop immediato di cinque attività, inclusa quella dei Due magi. «Alcune di queste, peraltro, potrebbero non riaprire più», ha paventato il presidente di Fipe Confcommercio, facendo inoltre un appello al Comune. Le associazioni di categoria sono in attesa di risposte ufficiali per il potenziamento dei crediti, anche per scongiurare il rischio usura per chi deve fare i conti con pagamenti a breve.
non è un caso unico
«Tra una settimana vedremo i primi effetti diretti della crisi energetica nelle vie della città», aveva dichiarato Stratta appena quattro giorni fa. «Chiuderanno diverse attività nel centro storico, almeno cinque dal primo ottobre tra bar, ristoranti e pizzerie». Secondo quanto riferito dal presidente provinciale Fipe, quattro chiusure sarebbero definitive, e ci sarebbe una sesta attività che sta cercando di cambiare sede per ammortizzare i costi e riuscire così ad andare avanti: «È una lotta alla sopravvivenza. Sono pochi quelli che hanno contratti a prezzi fissi con i gestori energetici, tutti gli altri sono in balìa degli aumenti vertiginosi».
la risposta del comune
«Affronteremo la questione sollevata dai commercianti in maniera seria e condivisa, come abbiamo sempre fatto», aveva assicurato Raffaele Daniele, vicesindaco dell’Aquila con deleghe a Commercio e Bilancio. «Attendiamo però anche di conoscere l’orientamento del nuovo governo nazionale sul tema», aveva aggiunto Daniele. «Oggi il Comune non può stanziare fondi a sufficienza per ristorare tutte le attività. Una misura del genere sarebbe del tutto inefficace per le stesse attività», aveva sottolineato il vicesindaco. «Più utile a tutti, alle attività come al territorio, sarebbe invece una nuova manovra strutturale come quella già fatta, che preveda misure per agevolare la burocrazia e l’occupazione di suolo pubblico, ma anche la realizzazione di eventi, così da aumentare movimento e incassi delle attività».
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