La bomba farà sgomberare 800 persone

7 Dicembre 2019

Operazioni a Ortucchio, Pescina e Gioia domenica 15. Esclusa la presenza di altri ordigni ad Avezzano

ORTUCCHIO. Sono circa 800 le persone da evacuare tra Ortucchio, Pescina e Gioia dei Marsi durante le operazioni di disinnesco e brillamento dell’ordigno bellico previste per domenica 15 dicembre, dalle 7.30 alle 17.30. Nella cava in località Le Coste a Ortucchio gli artificieri del 6° Genio proveranno a tagliere l’innesco o spoletta per poi trasportare la bomba in località Arciprete dove verrà fatta brillare in una buca profonda 5 metri. Tuttavia, se lo spolettamento non dovesse andare a buon fine l’esplosione controllata avverrà sul luogo del ritrovamento. Prima di allontanarsi dalle abitazioni, i residenti di San Veneziano a Gioia, delle Case Rosa e del Borgo Rurale a Ortucchio e delle Case sparse tra Venere di Pescina e Ortucchio dovranno chiudere imposte, luce e gas e allontanare veicoli, animali e oggetti infiammabili. Alcuni riceveranno prescrizioni circa l’allontanamento di bovini o la chiusura di attività commerciali e produttive. Si raccomanda di indossare indumenti comodi e caldi e portare cibi e medicinali. Dovranno fare attenzione anche cacciatori e sportivi nella zona entro i 1800 metri dai luoghi di disinnesco e brillamento. Resteranno chiuse la Statale 83, la Circonfucense e la Provinciale Magoranese. Intanto, nel cantiere di via Garibaldi ad Avezzano, luogo di provenienza della bomba, è stata scongiurata la presenza di un secondo ordigno bellico. «I tecnici del Genio militare hanno constatato la fine delle operazioni e dato il bene placido per considerare l’area bonificata», spiega il direttore dei lavori, Giovanni Candeloro. Le spese di bonifica sono state sostenute della Immovest di Leonardo Sulla che ha acquistato il fabbricato oggetto di demolizione dall’avezzanese Maurizio Cipollone. Sotto questo immobile la bomba americana è rimasta silente per 70 lunghi anni fino a dieci giorni fa. Mercoledì scorso a far scattare l’allarme era stata l’individuazione di due «zone sospette ad alta attività metallica» nel corso di una ricognizione effettuata dalla Coger, società accreditata dal ministero della Difesa per la bonifica di zone a rischio per residuati bellici. Per due giorni il team di specialisti ha passato al setaccio l’area adiacente all’ex cinema Impero scoprendo che l’attività metallica rilevata dagli strumenti era stata in realtà innescata da vecchie tubazioni e altri materiali ferrosi. Martedì, in prefettura all’Aquila, è convocata una seconda riunione per definire ulteriori dettagli sulle delicate operazioni di disinnesco e brillamento della bomba da 500 libbre contenente 120 chili di amatolo.
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