La Bottega dello scolaro tra libri e sospiri d’amore

2 Agosto 2015

Celano, la tabaccheria Cantelmi cambia gestione dopo 85 anni di attività Roberto e Pia: «Quanti ragazzi si sono fidanzati e poi sposati grazie a noi»

CELANO. Ci sono negozi che raccontano la storia di una città. La tabaccheria “La Bottega dello scolaro” è sicuramente uno di questi e oggi che gli storici titolari Roberto Cantelmi e Pia Bonaldi hanno lasciato è come se un pezzetto di tutti i celanesi se ne fosse andato in pensione con loro. Il locale di via Filippo Carusi cambia gestione e il passaggio di consegne segna anche la fine di un’epoca con l’arrivo di Claudia Ticino e Tobia Paris. Nel locale ristrutturato non passano inosservate due colonne storiche, uguali a quelle presenti nella chiesa di San Giovanni e al castello Piccolomini.

Quella della Bottega dello scolaro è una storia iniziata nel 1930, quando ad Augusto Cantelmi, Cavaliere di Vittorio Veneto, venne rilasciata la licenza come mutilato di guerra. Da lì è iniziata un’avventura che ha caratterizzato la vita non solo dei proprietari, ma anche della città di Celano.

«All’inizio con mio padre vendevamo di tutto», ha raccontato Roberto Cantelmi, «allora era un emporio, potevi trovare dalle sigarette al sale, la lana, ferramenta, giornali. Insomma, non mancava nulla». L’avvento del secondo conflitto mondiale cambiò le regole anche per la tabaccheria, dove le sigarette si vendevano non a pacchetti, ma sciolte, così come il sale e il tabacco, e i clienti pagavano quasi sempre con uova o altri generi alimentari».

«L’emigrazione noi l’abbiamo vissuta prima come protagonisti», prosegue Cantelmi, «io andai in Venezuela e poi tornai negli anni ’50 per proseguire l’attività. Molti venivano da noi per inviare lettere, acquistare buste per posta aerea: in funzione di come cambiavano i tempi cambiava la nostra attività».

Il boom economico si è avvertito anche nella tabaccheria e negli anni Ottanta è arrivato anche il lotto. Ma è soprattutto con la scolarizzazione, partita molti anni prima, che la Bottega dello scolaro, attraverso la vendita di libri, ha rappresentato un punto di incontro per i giovani dell’epoca. «Tutti i ragazzi venivano da noi», ha spiegato Pia Bonaldi, «e la loro era una scusa per poter uscire. Dicevano ai genitori che venivano a prendere i libri per la scuola e poi andavano dietro il castello per incontrare i fidanzatini. Tante mamme sono venute da me a protestare per questo, ma oggi tanti di quei ragazzi si sono sposati e hanno figli».La tabaccheria era anche il ritrovo del Celano calcio di C2. Augusto Cantelmi, figlio di Roberto e Pia, oggi affermato giornalista, era il capitano di quella squadra, e non era raro vederlo insieme agli altri calciatori timbrare le ricevute del Lotto. La vendita dei libri era una festa per i ragazzi, che aiutavano i due proprietari diventati ormai gli zii di tutti. Oggi l’avventura di Roberto e Pia si è conclusa con una meritata pensione, ma lasciano in tutti uno splendido ricordo.

Dante Cardamone

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