La burocrazia? Anche nell’aldilà

18 Aprile 2015

Sulmona, famiglia paga 109 euro per accendere la lampada al cimitero: «Aspettiamo da oltre un mese»

SULMONA. Aspettano da più di un mese che il Comune ordini e faccia montare la lampada votiva sulla lapide del loro caro. La famiglia Siani ha già pagato dal 12 marzo scorso il bollettino postale da 109 euro e 14 centesimi (più un 1,30 di diritti fissi), che servono per far allacciare la corrente sulla tomba. «Aspettiamo da più di un mese» protesta Marco Siani «mio padre è morto i primi di marzo e già il 12 avevamo pagato il bollettino per ottenere la lampada votiva. Più volte siamo andati all’ufficio competente del Comune, ma ci è stato risposto che non hanno tempo e soldi per ordinare le lampade. So che anche altre persone hanno il nostro stesso problema e mi chiedo cosa il Comune ci faccia con la somma che fa versare per l’avvio del servizio». Una domanda che nel recente passato si sono poste anche altre famiglie, alle prese sempre con lo stesso problema. «Proprio oggi (ieri per chi legge, ndc) siamo riandati in Comune» aggiunge Siani «ma ancora una volta abbiamo ricevuto risposte che a dir poco sono irrispettose. Stiamo chiedendo solo un servizio che abbiamo regolarmente pagato». Da qui lo sfogo e l’appello della famiglia a risolvere quanto prima la situazione. «La cosa assurda è che il custode del cimitero, mosso a compassione, ha montato una piccola lampadina sulla lapide di papà» aggiunge Siani «mentre dal Comune continuano a lavarsene le mani. Eppure il pagamento ci è stato richiesto subito e noi così abbiamo fatto, ma per l’attivazione del servizio ci stanno facendo aspettare da più di un mese. È una vergogna. Dobbiamo farci raccomandare? Sappiamo di non essere gli unici alle prese con il problema» conclude il giovane «ma il Comune coca fa coi nostri soldi se ci dice che mancano i fondi per le lampade votive?».

Federica Pantano

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