La Capitale della cultura ad aprile

Posticipata la scelta per il riconoscimento che vede in corsa Sulmona e Pescina
SULMONA. Non sarà designata a gennaio la Capitale italiana della cultura 2025, riconoscimento per il quale sono in corsa Sulmona e Pescina, bensì ad aprile. Il ministero della Cultura ha infatti prorogato i termini previsti per la procedura di selezione tra le quindici città che sono state ammesse a una sorta di semifinale. Infatti la giuria di esperti indicherà i dieci progetti finalisti tra le quindi candidature presentate: una scelta aggiornata al primo febbraio 2023. Le convocazioni per le audizioni saranno rese note entro il 22 marzo. Entro il 5 aprile invece la giuria, che sarà individuata con un apposito decreto, indicherà al ministero la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per il 2025, dandone ovviamente opportuna motivazione.
I dieci progetti finalisti verranno discussi pubblicamente nelle audizioni che si terranno nella sede del ministero della Cultura al Collegio romano o, eventualmente, in videoconferenza. Ciascun finalista avrà a disposizione trenta minuti per presentare la propria candidatura, seguirà una sessione di pari durata per le domande della giuria.
Per ottenere l’ambito riconoscimento Sulmona ha presentato il progetto “Cultura è metamorfosi”, titolo ispirato all’opera del poeta latino Publio Ovidio Nasone, mentre Pescina è in corsa “La cultura non spopola”. Le altre città in corsa sono Agrigento (“Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali”), Aosta (“Aostæ città plurale”), Assisi (“Assisi. Creature e creatori”), Asti (“Dove si coltiva la cultura”), Bagnoregio (“Essere ponti”), Città metropolitana di Reggio Calabria (“Locride 2025. Tutta un’altra storia”), Enna (“Enna 2025. Il mito nel cuore”), Monte Sant’Angelo (“Monte Sant’Angelo 2025: un Monte in cammino”), Orvieto (“Meta meraviglia la cultura che sconfina”), Otranto (“Otranto 2025. Mosaico di Culture”), Peccioli (“ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme”), Roccasecca (“Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità”), Spoleto (“La cultura genera energia”).
La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà mettere in mostra per un anno i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.(a.r.)

