La casa editrice cacciata da Torino domani in città

21 Maggio 2019

Presentazione prevista in Comune a Palazzo Fibbioni. Laurenzi (Casapound): «È uno spazio elettorale per le Europee». Angelini (Anpi): elezioni? Solo una scusa

L’AQUILA. Si accende la polemica intorno all’evento organizzato per domani pomeriggio da CasaPound L’Aquila, nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni. Si tratta della presentazione del libro “La morte della Repubblica” di Marco Mori, edito da Altaforte, la casa editrice vicina al partito di estrema destra, finita di recente al centro delle cronache nazionali per aver pubblicato un volume/intervista a Matteo Salvini e per essere stata espulsa dal Salone del Libro di Torino. Dopo la levata di scudi di pochi giorni fa del rassemblement di partiti, sindacati e associazioni riunitosi sotto la sigla “L’Aquila Antifascista”, che aveva anche diffidato il sindaco Biondi «a concedere spazi di un Comune che dovrebbe presidiare e garantire la democrazia» a «organizzazioni di stampo neofascista», è arrivata la replica di Simone Laurenzi, responsabile abruzzese di CasaPound.
«La presentazione costituisce al tempo stesso un evento della nostra campagna elettorale per le Europee, dal momento che Marco Mori ci spiegherà come e perché le cessioni di sovranità avvenute a favore dell’Unione Europea costituiscono un vero e proprio atto eversivo e anticostituzionale, ma anche una netta risposta alla censura recentemente abbattutasi su Altaforte al Salone del Libro di Torino. È paradossale come l’antifascismo locale e nazionale, sedicente difensore della democrazia e della Costituzione, si scagli contro la libertà di manifestazione del pensiero. Il comunicato dei giorni scorsi non merita neanche risposta, se non per ricordare che è la normativa elettorale a imporre ai Comuni di mettere a disposizione i propri spazi in maniera equa a tutti i soggetti partecipanti alla competizione elettorale».
«L’antifascismo è quel valore bellissimo e nobile che ha restituito la libertà e la pace a un’Italia serva dei nazisti e stravolta dalla guerra e dalla fame», risponde il presidente provinciale Anpi L’Aquila (Associazione nazionale partigiani) Fulvio Angelini. «È quel valore che permette anche alle persone più ignoranti e volgari di esprimere la propria opinione, perché la democrazia è proprio questo: è libertà anche per chi non ne capisce il valore, il significato profondo, il sacrificio di sangue che ha comportato. Ma le opinioni sono una cosa mentre il fascismo, il razzismo, l’odio verso i diversi, l’intolleranza, la violenza, sono reati orribili, contro cui combattere per non ricadere nel buio e nella vergogna del ventennio. Se qualcuno vuole professarsi fascista, se ne assuma la responsabilità», conclude Angelini, «ma non si nasconda vilmente dietro una iniziativa elettorale, per presentare un libro di una casa editrice accusata di apologia di reato».
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