La casa famiglia e le tensioni: troppi pregiudizi
LECCE NEI MARSI. «Troppi pregiudizi nei confronti della nostra struttura». Questo il commento della cooperativa che gestisce una casa famiglia a Lecce nei Marsi in merito agli episodi di tensione dei...
LECCE NEI MARSI. «Troppi pregiudizi nei confronti della nostra struttura». Questo il commento della cooperativa che gestisce una casa famiglia a Lecce nei Marsi in merito agli episodi di tensione dei giorni scorsi.
Un episodio legato ad apprezzamenti che un adolescente di etnia rom, proveniente da Pescara, ha rivolto a una ragazzina del posto scatenando l’ira del padre.
«La nostra struttura non ospita detenuti, pluripregiudicati, ma è una casa famiglia che accoglie al massimo sei minori, in affidamento al servizio sociale», hanno precisato dalla cooperativa. «Sono ragazzi non ancora maggiorenni che ci vengono affidati dal tribunale per i minorenni dell’Aquila, dai servizi sociali degli enti locali e minori stranieri non accompagnati».
Sulla vicenda, avvenuta a Lecce nei Marsi nella serata di Ferragosto, la cooperativa ha chiarito che «va sottolineato innanzitutto che la minorenne non è stata palpeggiata, ma ha ricevuto solo un apprezzamento da un ragazzo, minorenne italiano, ospite della nostra struttura. Quello che è accaduto subito dopo e il clamore che la vicenda sta avendo è frutto dei tanti, troppi pregiudizi che ci sono intorno alla struttura e alla non conoscenza del servizio da parte di molti. Per i fatti oggetto anche di attenzione dei media preannunciamo azioni legali per tutelare i ragazzi ospiti, che ricordiamo sono dei minorenni». (e.b.)
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