La Casini: il Comune si costituirà parte civile

27 Ottobre 2016

La curiosità dell’orologio marcatempo in tribunale per i dipendenti comunali Sono tre i distaccati a palazzo di giustizia, ma sono in molti a utilizzarlo

SULMONA. Spunta a sorpresa un orologio marcatempo, per i dipendenti comunali, anche nell’atrio del palazzo di giustizia. Un particolare che in pochi conoscevano, ma che potrebbe aprire nuovi spiragli nell’inchiesta sull’assenteismo a palazzo San Francesco. Per i tre dipendenti distaccati al Tribunale di piazza Capograssi, il Comune decise anni addietro, di installare una macchinetta per “strisciare” i badge e fissare l’orario di ingresso e di uscita, senza doversi recare in municipio che dista quasi un chilometro. Ma qualcuno, tra i frequentatori del palazzo di giustizia, ha rivelato che quella macchinetta veniva regolarmente usata anche da altri dipendenti comunali e non solo da quelli in servizio nel palazzo di giustizia. Approfittando proprio di quella macchinetta i dipendenti del Comune riuscivano a timbrare l’entrata in largo anticipo sull’arrivo effettivo sul posto di lavoro, avendo anche il tempo di sbrigare faccende personali. Altri dipendenti in servizio a Palazzo San Francesco usavano questa opportunità per avere più libertà d’azione lontano dagli occhi indiscreti dei colleghi, magari affidando ad altri la timbratura del cartellino. Un sistema fin troppo elastico che stride con quello del tribunale, più restrittivo e rigoroso. Infatti, i quasi cinquanta dipendenti del Tribunale, su disposizione del presidente Giorgio Di Benedetto, devono arrivare puntuali al lavoro. E per verificare che ognuno faccia il proprio dovere è stato adottato un sistema che non permette errori: due badge da timbrare e in più la firma da apporre su un apposito registro custodito nella guardiola degli uscieri, che paradossalmente lavorano per il Comune. Ogni volta che entra nel palazzo di giustizia un dipendente del tribunale deve marcare il cartellino nella macchinetta marcatempo, stessa operazione da ripetere con un secondo cartellino e infine porre la sua firma sul registro. Operazioni da ripetere ogni volta che si entra e si esce, per qualsiasi motivo. E se a tutto questo si aggiunge la presenza di macchinette di distribuzione delle bevande, dal caffè alle bibite, è chiaro che i dipendenti non hanno necessità di allontanarsi dal luogo di lavoro nemmeno per la pausa caffè. Intanto il sindaco Annamaria Casini ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nei confronti dei dipendenti che non hanno compiuto il proprio dovere. Anche i consiglieri d’opposizione, preoccupati per i possibili risvolti, intervengono sulla vicenda dei presunti assenteisti chiedendo al presidente del consiglio comunale, la convocazione in seduta straordinaria di un consiglio per dibattere sullo scottante caso dell’inchiesta della Guardia di finanza che coinvolgerebbe una cinquantina di dipendenti. La richiesta è stata firmata da Bruno Di Masci, Antonio Di Rienzo, Francesco Perrotta, Fabio Ranalli, Alessandro Lucci e Alessandro De Gennaro.(c.l.)

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