«La Casini ritiri subito le dimissioni»
Caso Snam, appello di Mariotti (Ascom Fidi): per la mobilitazione serve un sindaco non un commissario
SULMONA. Meno due giorni alla possibilità di ritirare le dimissioni per il sindaco Annamaria Casini. Il termine scadrà martedì e in città è già scattato il conto alla rovescia. Per questo Claudio Mariotti, presidente di Ascom Fidi Servizi, invoca il ritiro da parte del sindaco per dare maggior forza alla battaglia contro il via libera alla centrale Snam, da cui le dimissioni sono proprio scaturite. «Adesso», afferma, «la città non ha bisogno di un commissario prefettizio, ma di una svolta. C’è molto da fare e il sindaco deve approfittare di questo momento per colmare il vuoto e avviare iniziative concrete per rilanciare la città, spronando anche la maggioranza e la giunta a impegnarsi di più. È necessario che il primo cittadino torni alla guida di Sulmona con ritrovata e maggiore energia». Ascom Fidi-Ascom servizi Sulmona, nel ribadire la contrarietà alla realizzazione della centrale Snam e del metanodotto, sollecita anche la Casini a un maggior coinvolgimento di associazioni settoriali in occasione di eventi dedicati, per evitare che il Comune agisca autonomamente. «In particolare», conclude Mariotti, «è opportuno che per iniziative turistiche il Comune coinvolga la Dmc Terre d’Amore, unico soggetto riconosciuto da Regione Abruzzo a operare nel comparto strategico del turismo».
Intanto, dopo la decima delibera consiliare contro il progetto della Snam, il Collettivo AltreMenti sollecita azioni più forti. «Una delibera copia e incolla delle altre, simbolo di una politica cittadina arrendevole di fronte alla potenza della Snam, senza nessun impegno concreto e senza nessuna azione forte contro il governo regionale e nazionale», incalzano, «non basta. In alto le barricate, meno parole e più lotta. Abbiamo bisogno di una politica forte! Abbiamo preso consapevolezza che devono essere i cittadini a porsi in prima fila contro l’opera e per questo stiamo cominciando a organizzare la mobilitazione».
Dopo il consiglio comunale di venerdì in cui i comitati sono usciti per protesta dall’aula per non essere stati ascoltati, il Pd si è riunito d’urgenza perché «la seduta è lo specchio inconfondibile di una città allo sbando, senza guida incapace di governare le ormai troppe emergenze».(f.p.)
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