La Cgil: «A rischio i fondi per l’abbazia»

Fermi i lavori sul campanile e soldi per le impalcature buttati al vento. Trasatti: serve un progetto
SULMONA. Settemila euro di ponteggi al mese e lavori fermi da luglio per uno spreco di denaro pubblico finora di quasi 70 mila euro. Necessita di un progetto preciso e dell’individuazione di una propria vocazione l’abbazia morronese alla Badia, secondo la Cgil che ieri ha tenuto una conferenza stampa per denunciare sprechi e il rischio di perdere i fondi annunciati per l’imponente struttura. Circa 17mila metri quadri gestiti per le visite guidate, circa 9 mila all’anno per un biglietto di ingresso di 4 euro, da appena quattro dipendenti della Soprintendenza.
«E il rischio è che nel giro di un paio di anni non ci resti più nessuno coi pensionamenti in atto», avverte Diego Bucci, funzionario in pensione da gennaio. «Ho la vaga sensazione che i fondi annunciati sulla struttura vadano persi. Anche perché se non si restaura il campanile resta il grosso problema di staticità sulla chiesa». A proposito della chiesa, che avrebbe dovuto riaprire i battenti il 14 aprile dopo sei anni di lavori e una spesa di 2 milioni d euro, l’inaugurazione è slittata al 5 maggio.
Secondo la Cgil dei 12 milioni di euro annunciati dal governatore D’Alfonso potrebbero arrivarne non più di 7 per la riqualificazione e il completamento dei lavori dell’abbazia, anche se al momento ne sono stati impiegati 2 sulla chiesa, altrettanti sul cortile dei Nobili (nella parte strutturale e poi seguiranno gli interventi sui servizi) e altri 3 messi in bilancio con la postilla di obbligo di spesa per settembre 2018. «A luglio si sono fermati i lavori sul campanile della chiesa, in attesa di una variante da 700 mila euro che tarda ad arrivare dalla Regione e coi quasi 70 mila euro sprecati per le impalcature», aggiunge Bucci.
«Lanciamo un appello alle istituzioni, ai portatori di interesse e a tutti quanti hanno a cuore la struttura a mettersi attorno a un tavolo e a stabilire un progetto concreto e i tempi per realizzarlo», interviene Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil. Sottolineano la necessità di sfruttare le opportunità del complesso monumentale dal punto di vista turistico, culturale ed economico pure Anthony Pasqualone (Fp Cgil) ed Emanuele Verrocchi (Fillea Cgil), anche perché il sito, che comprende esempi che vanno dall’epoca romana al dopoguerra rappresenta un unicum in Abruzzo, come ricorda Pasquale Di Loreto (Rsu Cgil).
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