La Cgil avverte l’Asl: pronti a dare battaglia

Annunciata la mobilitazione contro le «intimidazioni». E Fedele (M5S): clima di terrore squalificante
AVEZZANO. «La Asl non può imporre il silenzio ai dipendenti». Il segretario provinciale della Cgil della, Francesco Marrelli, e il segretariodella Fp-Cgil, Anthony Pasqualone, hanno preso una posizione netta sull’ultima disposizione di servizio della direzione generale che vieta ai dipendenti di comunicare all’esterno quello che accade nelle strutture ospedaliere. «La direzione si preoccupa solo oggi di proteggere l’immagine dell’azienda quando è ormai di dominio pubblico il fallimento dell’attuale gestione dovuto a una assenza di capacità organizzativa e programmatoria, con le gravi conseguenze che questa ha prodotto sul diritto alla salute di una intera comunità», hanno precisato Marrelli e Pasqualone. «Nel rammentare a tutto il personale doveri e obblighi verso la pubblica amministrazione, dimentica quali sono gli obblighi della stessa e di chi la dirige nei confronti dei cittadini e delle cittadine: garanzia dei Servizi, delle prestazioni sanitarie, dei Lea, della salvaguardia della salute del personale, della trasparenza e di una costante comunicazione e informazione che riguarda gli interessi generali di una comunità. Noi della Cgil siamo pronti a dare battaglia su qualunque iniziativa disciplinare che la Asl voglia mettere in campo contro la libertà di pensiero ed espressione».
La Cgil ha annunciato «una mobilitazione di lavoratori e lavoratrici, cittadine e cittadini, amministratori locali e giornalisti a sostegno del diritto alla salute, della libertà di opinione, della sicurezza sul lavoro. Principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Non sono più tollerabili continui proclami e azioni intimidatorie, la cittadinanza tutta ha bisogno di risposte concrete di contrasto al virus e che venga riconsegnato alla sanità il giusto ruolo in uno Stato che possa dirsi realmente democratico». Sulla presa di posizione della Asl è intervenuto anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele, secondo il quale «non si possono più tollerare pressapochismo nella programmazione sanitaria e atti di intimidazione verso il personale che dovrebbe essere piuttosto tutelato e ringraziato, visto che è solo per la professionalità di chi lavora in prima linea che il servizio sanitario continua ad andare avanti, nonostante l’inerzia di chi è al governo di questa Regione e di chi dovrebbe gestire la sanità. Invece sembra che la Asl investa più energie per nascondere la polvere sotto al tappeto che per risolvere i veri problemi». Per questo il consigliere Fedele ha ricordato che c’è «un clima di terrore che oltre a essere squalificante su più punti di vista non aiuta neanche la condizione psicologica di chi sta facendo un miracolo visto le poche risorse che sono state messe a disposizione dall’Asl e la gestione discutibile delle stesse». (e.b.)
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