La Cgil: «Cittadinanza per gli stranieri, troppi ritardi»

L’AQUILA. L’Inca Cgil torna nuovamente sul problema dei gravi ritardi della prefettura, rispetto a quanto previsto dalla legge, in merito all’evasione delle istanze presentate da cittadini stranieri,...
L’AQUILA. L’Inca Cgil torna nuovamente sul problema dei gravi ritardi della prefettura, rispetto a quanto previsto dalla legge, in merito all’evasione delle istanze presentate da cittadini stranieri, in particolare, le richieste di acquisizione della cittadinanza italiana e di ricongiungimento familiare.
«All’indomani della nostra denuncia», afferma Luigi Fiammata dell’Inca Cgil, «il neo prefetto dell’Aquila ci convocò per un incontro, presente anche il Segretario della Cgil per assicurarci delle sue intenzioni di risolvere i problemi sollevati, pur in presenza di importanti carenze d’organico. E ci indicò uno dei suoi dirigenti, cui fare riferimento per le concrete problematiche che si sarebbero poste. Siamo però costretti a tornare sulla situazione, diventata ancora più grave. La legge prevede che si debba rispondere entro due anni alle richieste di acquisire la cittadinanza italiana: quello che invece succede è che, arrivati al temine della scadenza, il cittadino straniero si vede recapitare dalla prefettura, una comunicazione secondo la quale, i tempi d’esame della sua domanda sono prorogati di ulteriori dodici mesi, senza neppure addurre una motivazione che giustifichi in qualche modo questo ritardo. Noi abbiamo casi di persone che attendono una risposta da oltre quattro anni e mezzo. Nel caso poi di istanze di ricongiungimento familiare, la situazione è anche peggiore. Ci permettiamo di osservare che il comportamento dell’amministrazione, se non forzato rispetto alle previsioni di Legge, è, quanto meno, vessatorio. Ci spiace dover sostenere che, ritardi di questa entità, e comportamenti di questo tipo, non possono essere imputati solo a carenze d’organico, che pure ci sono. Ma a scelte politiche precise, effettuate a livello nazionale e veicolate poi in ogni territorio».
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