La Cgil: «Penalizzati 12 precari dell’Usra»

Il Comune proroga i contratti per soli 15 mesi, caduta nel vuoto la richiesta di incontro del sindacato
L’AQUILA. Contratti prorogati di soli 15 mesi ai dipendenti precari dell’Ufficio speciale della ricostruzione del Comune dell’Aquila. Una beffa, secondo la Cgil, per i 12 lavoratori, con una disparità di trattamento rispetto ai colleghi dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere sismico per i quali la proroga è di tre anni. Una questione già sollevata dalla consigliera comunale di opposizione Stefania Pezzopane, che ha rivolto un’interpellanza al sindaco Pierluigi Biondi. Per Luca Fusari, segretario Fp Cgil Abruzzo Molise, e Anthony Pasqualone, segretario Fp Cgil L’Aquila, c’è il rischio che questo personale specializzato possa abbandonare l’Usra. I due sindacalisti fanno appello al decreto legge 4 agosto 2020 n.104 (Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia), convertito dalla legge 126/2020 a seguito della novità apportata dalla legge di bilancio 2023, che «proroga ope legis i termini del personale a tempo determinato in servizio negli Uffici speciali per la ricostruzione fino al 31 dicembre 2025. Così ha fatto l’Usrc», sottolineano Fusari e Pasqualone, «dando un minimo di stabilità al personale, stante anche la necessità di non perdere persone altamente formate in tema di ricostruzione. Il Comune dell’Aquila, no. Per il Comune le proroghe del personale dell’Ufficio della ricostruzione dell’Aquila sono più che dimezzate al 31 marzo 2024. Perché? Non è dato sapere». La Cgil ha sollecitato un confronto: «Abbiamo provato», continuano Fusari e Pasqualone, «a domandarlo al Comune con due note nelle quali, rappresentando il diritto di queste persone a vedersi prorogati i contratti a tre anni, chiedevamo un incontro al fine di chiarire il quesito. Niente, il Comune tace, si rinchiude nel più assoluto riserbo e silenzio. Solo il titolare dell’Usra ha risposto, rendendosi disponibile a un incontro congiunto». Per la Cgil, «rimane l’insensatezza dell’atto compiuto dal Comune, di precarizzare ulteriormente il personale che lavora all’Usra e che è necessario non solo ai fini della ricostruzione, che dovrebbe essere accelerata, ma anche per l’attuazione delle misure del Pnrr di cui l’Usra è soggetto attuatore. Il rischio che si corre è di perdere queste risorse, fatte da tecnici, amministrativi, informatici e contabili, che, vedendosi ulteriormente precarizzati, potrebbero scegliere di abbandonare Usra per migrare verso soluzioni lavorative più stabili, come già successo in passato, perdendo la città dell’Aquila personale altamente formato e accumulando ritardo nelle pratiche della ricostruzione. Il Comune esca dalla sua torre d’avorio», concludono Fusari e Pasqualone, «e si confronti coi sindacati. Dica cosa vuole fare, spieghi la ratio, se mai esista, di tale insensata azione di precarizzazione».
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