La Cgil: per i precari è corsa contro il tempo

15 Giugno 2019

Marrelli e le Rsu di Usra e Usrc chiedono di accelerare sulla stabilizzazione: il 2020 è alle porte

L’AQUILA. «La stabilizzazione dei precari della ricostruzione è una corsa contro il tempo, bisogna velocizzare le procedure». Ad affermarlo è la Cgil L’Aquila, che ieri ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la situazione degli 81 lavoratori a tempo determinato che lavorano al Comune dell’Aquila e nei due uffici speciali della ricostruzione (Usra e Usrc). Tanti, infatti, ne sono rimasti dei 106 assunti dopo il terremoto: «Abbiamo perso un 20% perché chi ha potuto se n’è andato, partecipando ad altri concorsi e trasferendosi in altre amministrazioni», ha spiegato il segretario provinciale della Cgil Francesco Marrelli, affiancato dal segretario della Fp Anthony Pasqualone e dalle Rsu di Usra (Valentina Valleriani), Usrc (Berardino Polla e Mario Catena) e Comune dell’Aquila (Diego Del Vecchio). Attualmente, degli 81 lavoratori ancora in servizio, 47 sono in forza al Comune, 13 all’Usra e 21 all’Usrc. «Parliamo di lavoratori che in questi dieci anni hanno acquisito alte professionalità», ha osservato il segretario della Cgil, «riguardanti non solo la ricostruzione materiale ma anche quella sociale e economica. Ci sono interi settori, all’interno dei Comuni, che vanno avanti principalmente grazie a queste persone, basti pensare agli asili nido o agli uffici per il diritto allo studio». I contratti degli 81 precari, dopo una serie infinita di proroghe, scadranno il 31 dicembre 2020. Secondo le norme attuali, non potranno essere prorogati ancora. Ecco perché, avvertono i sindacati, bisogna fare presto: «Il 2020 è dietro l’angolo», ha affermato Marrelli, «entro l’estate andrà trovata una soluzione. Va bene l’interlocuzione con il ministero avviata dall’assessore Fausta Bergamotto, ma è necessario che a quel tavolo siedano anche le rappresentanze sociali».
Secondo Cgil e Rsu, gli spazi per le stabilizzazioni ci sono: tutti i Comuni, in primis quello dell’Aquila, sono, infatti, sotto organico, per via del blocco del turn over, e inoltre, nei prossimi due anni, rimarranno vacanti altri posti per effetto dei pensionamenti anticipati resi possibili dalla “quota 100”. I lavoratori, dal canto loro, hanno maturato tutti i requisiti previsti dalla legge Madia (anni di servizio e superamento di procedure concorsuali). Per procedere alle assunzioni, tuttavia, c’è bisogno che il Parlamento approvi una norma per concedere ai Comuni una deroga al Patto di stabilità e, contestualmente, bisognerà intervenire anche affinché i fondi a copertura del monte stipendi dei lavoratori (che si aggira, in totale, sui 4 milioni di euro annui) vengano attinti non più dal plafond per l’assistenza tecnica, ma dal cosiddetto fondo sperimentale, che già ora viene usato per pagare i lavoratori Ripam – che tra l’altro hanno dichiarato proprio ieri lo stato di agitazione –, o direttamente dal bilancio dei Comuni. (r.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.