La Cgil: «Portierato sedi Adsu, lavoratori senza stipendi»
L’AQUILA. La Filcams-Cgil denuncia il «mancato pagamento degli stipendi» agli operatori impegnati nel servizio di reception e portierato delle sedi dell’Azienda per il Diritto agli studi universitari....
L’AQUILA. La Filcams-Cgil denuncia il «mancato pagamento degli stipendi» agli operatori impegnati nel servizio di reception e portierato delle sedi dell’Azienda per il Diritto agli studi universitari.
«I lavoratori non percepiscono le retribuzioni da dicembre 2018. Nonostante la proclamazione dello stato di agitazione da parte della Filcams-Cgil e i conseguenti incontri in prefettura, oltre alle nostre continue richieste di pagamento delle retribuzioni rivolte all’appaltatore e alla committente Adsu (responsabile in solido nei confronti dei lavoratori), nessuna risposta è arrivata dalle parti interessate e, per tale motivo, abbiamo provveduto a emettere decreti ingiuntivi».
«In via del tutto informale», informano ancora i sindacalisti, «siamo venuti a conoscenza, da parte dei lavoratori, che il 14 maggio (oggi, ndr), ci sarà un nuovo affidamento del servizio all’azienda campana alla quale abbiamo inoltrato richiesta di incontro per l’espletamento della procedura di cambio di appalto così come previsto dalla normativa vigente. In merito a ciò non abbiamo ricevuto alcun riscontro, abbiamo pertanto proceduto alla richiesta di incontro all’Ispettorato del lavoro allo scopo di garantire la continuità occupazionale, i diritti e le tutele dei lavoratori impegnati. Nonostante tutto ciò, il 10 maggio scorso la società, all’interno degli edifici della committenza, ha provveduto a convocare individualmente solo una parte dei lavoratori, sottoponendo loro un contratto individuale a condizioni peggiorative sia a livello occupazionale che reddituale, e snaturando tutti i diritti acquisiti finora dai lavoratori e svuotando diritti e tutele. Tutto ciò è avvenuto all’interno dei locali della committenza pubblica. A nostro avviso», sostengono i sindacalisti, «è avvenuta una gravissima violazione contrattuale, ignorando le norme previste in spregio dei diritti e delle già drammatiche condizioni economiche e lavorative del personale impegnato nell’appalto. Venti famiglie del nostro territorio che si trovano ormai da 5 mesi senza stipendio e ora col posto di lavoro a rischio».
La sede dell’Ispettorato del lavoro ha comunicato alle parti la convocazione per oggi alle 12,30, a cui la società e la committente saranno chiamate a rispondere. Filcams-Cgil chiederà agli attori della vicenda un’assunzione di responsabilità, riservandosi, in caso di esito negativo, di produrre un esposto alla Procura, all’Ispettorato del Lavoro e alla Corte dei Conti».

