La chiesa profanata dai giovani amanti sarà riaperta al culto

10 Luglio 2022

Domani la messa nel piccolo tempio attiguo al monastero Il rito sarà presieduto dal vescovo ausiliare, D’Angelo 

L’AQUILA. Il monastero di San Basilio sarà finalmente riaperto al culto. Domani alle 18, il vescovo ausiliare monsignor Antonio D’Angelo, celebrerà la santa messa nella chiesa della struttura religiosa. Le stesse monache celestine annunciano la riapertura al culto del loro «nido con gioia immensa e gratitudine incommensurabile a Dio, dispensatore di grazia e di ogni bene perfetto». L’11 luglio è la festa di San Benedetto da Norcia, «astro luminoso che con la sua regola illumina il nostro cammino verso il padre celeste». La messa di monsignor D’Angelo avrà luogo proprio nella chiesa profanata un mese fa. Come noto infatti, il monastero di San Basilio balzò agli onori della cronaca a causa di due distinti raid avvenuti tra il primo e il 2 giugno. Nell’occasione era in programma la Notte bianca 2022, che si avviava verso le fasi conclusive. Prima, intorno alle 3 del mattino, due giovani scassinarono il portone d’ingresso e, salendo in ascensore, tentarono di violare una seconda porta che avrebbe portato ai dormitori delle suore. Poi, verso le 5, una delle monache filippine del monastero, suor Rena Cordova, sentì dei rumori provenienti dal confessionale della Chiesa, trovando altri due giovani in atteggiamenti intimi. Ci fu grande solidarietà nei cofronti di suor Margherita Santarelli e di tutte le monache, da parte dell’intera città, trovando vicinanza anche dalle istituzioni ecclesiastiche e politiche del territorio. Al di là del doppio episodio increscioso, il monastero di San Basilio ha una storia importante poiché è il più antico dell’Aquila. Fu fondato nel 496 dopo Cristo ad opera di Sant’Equizio e venne consacrato nel 1112 dal vescovo Didone. Nel 1493 venne incluso nell’itinerario della regina Giovanna d’Aragona, rivestendo un ruolo di rilievo tra i luoghi sacri del Sud Italia. Divenne inoltre luogo di ritiro per Maria Pereyra Camponeschi, nonna di Paolo IV. Danneggiato dal sisma del 1703, fu riedificato dall’architetto Sebastiano Cipriani da Norcia. Dopo il sisma del 2009, invece, ci fu un intervento sulla facciata principale della chiesa. In occasione dell’evento di riapertura, a chi vorrà assistere alla messa, verrà presentato anche il secondo numero del magazine, “il Foglio delle Celestine”.
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