«La chiesa rischia il crollo spariti i soldi del Lotto»

22 Agosto 2018

Castelvecchio Subequo, l’intervento sull’antico luogo di culto previsto 12 anni fa Denuncia del consigliere comunale Padovani: «Va fatta subito chiarezza»

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Il cartello sulla parete avvisa di un imminente avvio del cantiere per circa 800mila euro. Lavori resi possibili grazie ai fondi del gioco del Lotto e che, sempre stando al cartello, dovevano essere consegnati il 15 maggio di dodici anni fa. Ma non sono dei lavori non vi è traccia, così come dei soldi del Lotto, la chiesa di Sant’Agata a Castelvecchio Subequo rischia di crollare.
L’edificio, eretto nel 1114 in una zona dove ci sono ancora segni dell’antico culto legato al mito di Ercole, versa in totale stato di abbandono, ben visibile anche dalle erbacce che escono dalle finestre. «Il fatto più assurdo di cui chiediamo lumi a chi di dovere», lamenta Andrea Padovani, consigliere di minoranza del Comune Subequano, «riguarda la data di affidamento dei lavori per il primo lotto di 188mila euro il 15 maggio 2006. Da allora la ditta avrebbe dovuto avere 270 giorni per ultimare questi lavori, ma in cosa consistevano nessuno lo sa. Inoltre, da più di 12 anni tutto è rimasto nel dimenticatoio, mentre non si ha più notizia degli altri fondi».
Stranezze che non sono finite. Infatti, nel settembre 2012, dopo una serie di sollecitazioni fatte da Padovani, all’epoca in cui era assessore ai Beni culturali del Comune di Castelvecchio Subequo, il ministero per i Beni e le attività culturali assegnava al Comune 570 mila euro, sempre per la chiesa. «Ad oggi», aggiunge Padovani, che ha anche avviato una petizione su Change.org per salvare la chiesa, «non sappiamo nulla neanche di questi fondi. Inoltre, resta ancora più grave il fatto che prima dei lavori l’edificio era agibile e oggi, invece, nonostante siano state spese somme importanti, la chiesa è di fatto impraticabile e inaccessibile».
Una condizione di abbandono che ormai si protrae da anni e che sta aggravando il precario equilibrio dell’edificio sacro.
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