La chiesetta del Morrone risistemata dai volontari
SULMONA. Continuano i lavori del comitato spontaneo dei «Volontari delle frazioni», che sta coinvolgendo numerosi cittadini. Ieri mattina è stata festeggiata un’altra piccola «opera» realizzata con...
SULMONA. Continuano i lavori del comitato spontaneo dei «Volontari delle frazioni», che sta coinvolgendo numerosi cittadini. Ieri mattina è stata festeggiata un’altra piccola «opera» realizzata con il lavoro e l’impegno dei volontari: la sistemazione della chiesetta dei caduti che sorge alle pendici del monte Morrone. L’occasione è stata la festa di Tutti i Sant. La chiesa è stata aperta per la messa celebrata da don Andrea Accivile, sacerdote della parrocchia Sacra Famiglia, che riunisce le frazioni di Badia, San Pietro e Bagnaturo che, insieme a quella di Fonte d’Amore, hanno dato vita al gruppo dei «Volontari delle frazioni». Dopo gli interventi di sistemazione alla fontana ovidiana di Fonte d’Amore, la riapertura di un sentiero che conduce all’eremo di Celestino V e numerosi interventi di pulizia in tutto il territorio delle frazioni, nelle scorse settimane l’obiettivo dei volontari si è spostato sulla chiesetta intitolata ai caduti di tutte le guerre. L’edificio è stato ripulito, sono state effettuate alcune riparazioni murarie e sistemato l’esterno della piccola chiesa che un paio di anni fa era stata dotata di una recinzione di protezione. Presenti alla celebrazioni rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il maresciallo dei carabinieri Donato Agostinelli, delegato provinciale dell’Istituto per Guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon e, dal 2011, custode del sacrario ai piedi del Morrone, che ha organizzato l’iniziativa. Agostinelli ha espresso il suo ringraziamento ai volontari che si sono adoperati per il recupero del sacrario dei caduti. Storia e leggenda si confondono sulle origini della chiesetta il cui primo nucleo pare sia stato voluto dallo stesso Celestino V. La storia più recente parla di un intervento di restauro a cavallo tra il 1936 e il 1939, a cura dell’Istituto per la Guardia d’onore. L’ultimo atto è stato celebrato ieri mattina, con la funzione religiosa animata dal Coro polifonico dell’Aquila. I volontari hanno però annunciato prossimi interventi.
Annalisa Civitareale
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