La città a difesa del suo tribunale: «Un baluardo per noi, va salvato»

2 Dicembre 2023

Politici e commercianti del centro uniti per la salvezza del presidio: «È fondamentale per l’economia» Ma il Foro avverte: «Bene la nuova proroga alla chiusura di un anno, ma c’è ancora poco personale»

AVEZZANO. La volontà manifestata dal governo Meloni di salvare dalla chiusura il tribunale di Avezzano, insieme a quelli di Sulmona, Lanciano e Vasto, è stata accolta con favore in città all’indomani del vertice romano a Palazzo Cenci. Il presidio di giustizia, infatti, non rappresenta solo un avamposto di legalità sul territorio, ma anche un caposaldo per l’indotto economico che ne deriva e che ruota intorno a bar, ristoranti e altre attività commerciali. «Sulla legalità e sui fondamentali presidi di giustizia Fratelli d’Italia e il centrodestra non molleranno la presa fino al raggiungimento dell’obiettivo», dichiara il capogruppo di FdI in consiglio regionale, Massimo Verrecchia.
UN PRESìDiO DI LEGALITà
«La revisione della geografia giudiziaria è stato l’obiettivo finale che ci siamo sempre posti», commenta l’avvocato Guido Ponziani del Foro di Avezzano, che accoglie con cauto entusiasmo «la posizione del governo di concedere al tribunale una proroga funzionale alla riforma della geografia giudiziaria. Ma questo non può essere l’unico impegno: è necessario che alla proroga si affianchi anche una riapertura delle piante organiche per i magistrati e, soprattutto, per gli amministrativi per i quali c'è una scopertura del 64% nelle cancellerie, il tutto a beneficio della celerità del processi. Le nuove nomine (2 giudici e 2 magistrati, ndc) vanno appena a coprire le scoperture. Al momento al tribunale di Avezzano non si riescono a smaltire nemmeno i procedimenti arretrati», conclude l’avvocato marsicano. In occasione dell’ultima manifestazione per la salvezza del palazzo di via Corradini lo stesso procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, aveva messo in guardia dai rischi derivanti dalla carenza di personale, ma anche dalla chiusura del tribunale in termini di legalità sul territorio. Cerrato aveva sottolineato come «la carenza di personale amministrativo stia creando sofferenza anche la Procura di Avezzano», ponendo l’accento sul fatto che «lsi tratta del terzo ufficio giudiziario d’Abruzzo e nella stessa posizione si trova il tribunale. Il nostro è un ufficio importante», aveva detto, «perché fa da cuscinetto tra la Campania, il Lazio e la zona costiera dell’Abruzzo, una sede che risente anche dei fenomeni di criminalità provenienti da queste realtà territoriali. Il rischio che la scomparsa del tribunale possa aprire la strada a infiltrazioni della criminalità organizzata è serio», aveva avvertito il magistrato.
l’indotto economico
«Un’ottima notizia», commenta Giuliano Montaldi di Confcommercio e titolare di un’attività commerciale in città, «il danno economico generato dalla chiusura del nostro tribunale sarebbe enorme, per non parlare del disagio generato agli utenti costretti a spostarsi verso L’Aquila. Siamo felici che questa causa sia stata perseguita, bene hanno fatto gli avvocati e l’amministrazione di Avezzano a lottare sia per gli utenti del tribunale, sia per tutto l’indotto economico». «La proroga è un’ulteriore buona notizia per noi commercianti», aggiunge Mauro Orfanelli del bar Conca d’oro, «il tribunale rappresenta uno dei rubinetti economici del centro e della città non solo per i pubblici esercizi, ma anche per gli esercenti. Una legge per la sua salvezza definitiva», sottolinea l’imprenditore avezzanese, «consentirebbe anche a noi di guardare al futuro con occhi diversi, in termini di investimenti e decisioni, grazie a una sicurezza e una stabilità diverse. Il tribunale», conclude il titolare, «è un punto fisso e, attualmente, senza le scuole è l’unico a muovere una grande mole di gente in centro. Apprezziamo e ringraziamo chi si sta spendendo per questa causa senza dimenticare che oltre all’economia cittadina, garantisce anche una percezione di giustizia per il territorio». «Negli ultimi due, tre anni si è assistiti ad una contrazione della richiesta di uffici», spiega Lucio Sansone, titolare di un’agenzia immobiliare in città, «l’incertezza ha sicuramente frenato gli investimenti. La sua salvezza avrà ripercussioni a breve termine sulla compravendita degli uffici, ma nel lungo termine anche sul residenziale. Nell’acquisto della case», conclude, «è mancata una fetta determinata proprio dall’incertezza sulle sorti del tribunale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA