La città celebra i suoi alpini «Sono costruttori di pace»

Il Premio del Perdono assegnato al 9° Reggimento per l’impegno nel Kosovo Il comandante Bozzi: «Interposti con coraggio tra le parti per evitare scontri»
L’AQUILA. L’Aquila celebra il 9° Reggimento degli alpini, attribuendogli il Premio del Perdono «per professionalità, umanità e sensibilità dimostrate nell’arco del loro mandato in Kosovo. Sono riusciti ad allentare la tensione e placare gli scontri, per questo hanno dimostrato di essere dei veri costruttori di pace». La cerimonia di consegna si è tenuta all’Auditorium del Parco, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, del comandante del reggimento, il colonnello Mario Bozzi, dell’arcivescovo coadiutore Antonio D’Angelo e dell’artista orafo Paolo Mazzeschi. L’evento è stato partecipato da tanti uomini e donne del premiato corpo dell’esercito, che hanno gremito gli spalti. Un momento solenne quello della premiazione, poiché occasione non solo di lode per gli alpini, ma anche di ricordo dell’impegno all’estero in condizioni difficili.
La missione degli alpini abruzzesi in Kosovo è durata sei mesi, dal 15 gennaio al 27 luglio 2023, nell’ambito della più ampia operazione Nato “Kfor - Joint Enterprise”.
«Quest’anno la missione in Kosovo ha nascosto delle insidie», ha spiegato il colonnello Bozzi, «che sono state prevenute dal coraggio dei miei soldati, che si sono interposti in dei momenti difficili tra le parti in contesa». Gli alpini del nono reggimento sono stati infatti attivi nella risoluzione delle recrudescenze del conflitto serbo-albanese, che si sono presentate con scontri di piazza a seguito delle elezioni, tra aprile e maggio di quest’anno, in alcuni comuni del Paese balcanico. In uno dei momenti culmine degli scontri, il 29 maggio, diversi alpini abruzzesi sono rimasti gravemente feriti. «Va a loro un pensiero particolare, poiché, se sono rimasti gravemente feriti durante la missione», ha spiegato Biondi, «è proprio per la volontà che hanno dimostrato di avere, di ristabilire la pace e tutelare la popolazione prima delle loro stesse vite».
Una vera e propria missione di pace, quella del nono reggimento, che è stata partecipata sin dall’inizio e con molta attenzione dal Comune dell’Aquila. «La brigata Taurinense è parte di questa città a tutti gli effetti dal 2022, inoltre all’Aquila, per ovvi motivi, sappiamo cosa vuol dire perdere la stabilità della convivenza pacifica», ha aggiunto il sindaco, «e per questo abbiamo deciso di partecipare alle operazioni di supporto della comunità kosovara». La maggior parte del ricavato della raccolta fondi per la 729ª edizione della Perdonanza Celestiniana è stato infatti devoluto all’acquisto di defibrillatori destinati alle scuole delle municipalità kosovare in cui il reggimento è stato di stanza. «Anche e soprattutto grazie alla dedizione delle donne e degli uomini del corpo alpino e all’impegno politico e umanitario dell’Aquila, i rappresentanti della comunità albanese e della comunità serba hanno deposto i rancori e condiviso insieme il pasto, dopo la consegna dei defibrillatori», ha ricordato Biondi.
A testimonianza dell’unicità dell’impegno di tutti per la costruzione della pace, il premio conferito è un manufatto artistico diverso da quello della scorsa edizione. Si tratta della raffigurazione scultorea del Fiore della Memoria, introdotto nel 2021 in ricordo delle vittime del sisma del 2009, sormontato dai tre archi della Porta Santa di Collemaggio. Il Premio del Perdono, anche se giovane poiché giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è già cruciale per l’identità storica, sociale e culturale della Perdonanza Celestiniana e dello spirito di fratellanza e perdono che questa veicola da 729 anni. Nel 2022, in occasione della sua prima edizione, il Premio del Perdono fu conferito proprio a Papa Francesco, per la sua opera instancabile di promozione della pace a livello globale. (u.c.)
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