La città in mostra negli scatti di Luca Parisse

23 Aprile 2019

Dal 3 maggio a Palazzo Cappa Cappelli esposte le foto del progetto col campione di trial bike Salichovas

L’AQUILA. Suggestivi scorci dell’Aquila e dintorni, devastati dal sisma del 2009 o lasciati nell’incuria , “catturati” dall’obiettivo di un fotografo esperto, come Luca Parisse, potranno essere ammirati, a partire dal 3 maggio, in una mostra che verrà allestita nel Palazzo Cappa Cappelli.
«Il progetto», spiega Parisse, che nell’iniziativa ha coinvolto il campione italiano di Trial bike 2018, Renatas Salichovas, lituano di nascita e teramano di adozione, «non nasce come critica alla ricostruzione, bensì vuole mantenere alto l’interesse verso spazi del nostro territorio che non meritano di essere lasciati nell’incuria e alla distruzione che li ha colpiti». Per quanto riguarda la ricostruzione, Parisse riconosce che «sia stato fatto tanto, ma che tanto ci sia ancora da fare per dare dignità a tutto il territorio». Il coinvolgimento nel progetto di un campione di trial bike, fotografato mentre affronta un percorso a ostacoli, senza poggiare a terra i piedi, ha un senso: L’Aquila può trovarsi di fronte a degli ostacoli che ne bloccano il cammino, ma deve trovare la forza di superarli e proiettarsi verso il futuro, senza perdere mai d’occhio il passato. Luca Parisse. 40 anni, è un fotografo professionista, specializzato in sport d’azione. Ama la montagna. A 6 anni il padre, esperto alpinista, lo portò sulla vetta del Corno Grande, sul Gran Sasso, e da quel giorno la sua vita si è legata per sempre ai monti e allo sport. Sci fuoripista, mountain bike e downhill sono la sua passione e l’arrampicata sportiva gli ha consentito di realizzare uno dei sui grandi sogni: partecipare nel 2003 ai campionati del mondo di Chamonix. Con questo progetto intende lanciare un messaggio: mantenere alta l’attenzione su ciò che ancora c’è da fare per la rinascita di una città e di un territorio ai quali egli si sente fortemente legato. La mostra comprende una ventina di fotografie: la maggior parte riguardano il centro storico, ma non vengono trascurate importanti aree in abbandono come Collemaggio e la Pineta di Roio. Luca Parisse confida di aver provato durante gli scatti «emozioni, rispetto, ma anche rabbia per l’incuria in cui alcune zone sono state lasciate». E spera con questa mostra di «sensibilizzare i visitatori su un aspetto molto importante: la ricostruzione del tessuto sociale». La mostra è organizzata in sinergia con “70200 Collective Studio”, collettivo di professionisti di cui Parisse è stato uno dei fondatori.
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