La città onora Falcone e Borsellino: lotta alla mafia a 30 anni dalle stragi

AVEZZANO. A trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Avezzano ha ricordato le figure dei giudici palermitani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme ai magistrati Stefano Amore, curatore...
AVEZZANO. A trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Avezzano ha ricordato le figure dei giudici palermitani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme ai magistrati Stefano Amore, curatore di un libro sui 27 magistrati assassinati in Italia dalla mafia, e Fausto Cardella, nel pool di magistrati che condusse le indagini proprio sulle uccisioni di Falcone e Borsellino. Ad aprire la giornata al Teatro dei Marsi, davanti a una platea composta da magistrati, avvocati, giornalisti, esponenti delle forze dell’ordine e studenti, è stata la proiezione del docufilm “Giovanni Falcone: c’era una volta a Palermo” realizzato da Rai Storia in occasione del 25esimo anniversario dalla strage di Capaci. A vestire i panni del giudice assassinato dalla mafia è stato l’attore marsicano Corrado Oddi che nel corso dell’incontro ha svelato il “dietro le quinte” raccontando come si è preparato a interpretare il ruolo di Falcone. Ricordando le figure di Falcone e Borsellino, Amore, assistente della Corte costituzionale, ha posto l’accento sulla loro grande abilità di costruire una squadra, il cosiddetto pool antimafia del famoso maxiprocesso, lo storico procedimento contro Cosa Nostra che vide coivolti 475 imputati per diversi capi d’accusa, tra cui quello di associazione a delinquere di stampo mafioso, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo tra il 10 febbraio 1986 e il 16 dicembre 1987. L’assistente della Corte costituzionale ha riflettuto anche sulle differenze tra il fenomeno terroristico e quello mafioso con quest’ultimo che godeva del consenso della gente. Aspetto sottolineato anche da Cardella che ha ricordato come Falcone definisse la mafia un fenomeno culturale da combattere non solo col diritto. Applicato alla Dda di Caltanissetta, dal primo novembre del 1992 al 20 dicembre del 1993, l’attuale procuratore generale della Corte d’Appello di Perugia ha fatto parte del pool di magistrati che ha condotto le indagini sulle stragi di Capaci, via D’Amelio, Pizzolungo in cui fu coinvolto il giudice Carlo Palermo; quella in cui perse la vita Rocco Chinnici e il cosiddetto attentato mancato dell’Addaura sempre ai danni di Falcone. La manifestazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, del procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, del viceprefetto Federico Izzi, del vicesindaco facente funzioni di Avezzano, Domenico Di Berardino, del vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, del consigliere dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Daniele Imperiale, del consigliere regionale Giorgio Fedele e dei rappresentati delle autorità militari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

