La città aspetta Papa Francesco «Maggiore spinta per il turismo»

21 Febbraio 2022

L’assessore Aquilio: «Avremo l’opportunità di essere conosciuti nel mondo come il luogo del perdono A primavera la campagna promozionale della Perdonanza sarà più capillare, anche all’estero»  

L’AQUILA. Il condizionale è d’obbligo, almeno fino alla comunicazione ufficiale del Vaticano, ma in vista dell’arrivo di Papa Francesco all’Aquila il 28 agosto prossimo, il Comune ha messo in moto la macchina organizzativa. Un evento unico anche in termini turistici e di visibilità per il territorio. Con la Perdonanza che potrebbe fare quel salto di qualità, nella comunicazione esterna dell’evento, auspicato da decenni. È la prima volta, infatti, che un pontefice potrebbe aprire la porta santa, dando il via al Giubileo, al di fuori di San Pietro. «L’Aquila ha davvero l’opportunità di essere conosciuta nel mondo come il luogo del perdono», le parole dell’assessore al turismo, Fabrizia Aquilio.
VETRINA INTERNAZIONALE
«Auspichiamo che la visita del Santo Padre per inaugurare il Giubileo aquilano si concretizzi», afferma l’assessore Aquilio, «ma i presupposti ci sono tutti. Per L’Aquila significherebbe una promozione su larga scala del primo Giubileo che la storia della cristianità ricordi. Per la prima volta un pontefice potrebbe aprire la porta santa fuori dal Vaticano, nel nome della riconciliazione con cui Celestino V ha inteso istituire la festa del perdono consegnando la bolla alla comunità aquilana affinché la custodisse con devozione, come avviene annualmente all’interno della comunità stessa e nel messaggio trasmesso al mondo intero».
ACCOGLIENZA DEI PELLEGRINI
Gli effetti della presenza di Papa Francesco alla Perdonanza avrebbero un duplice risvolto, immediato e a lungo termine. «L’organizzazione dell’evento, anche da parte del Comune, risentirà del cerimoniale ecclesiastico, di cui dovremo tener conto», sottolinea Aquilio, «l’attenzione mediatica sulla Perdonanza avrà un rilievo enorme. Stiamo già preparando la manifestazione, a prescindere dalla presenza del Pontefice, ma a questo punto la promozione sarà ancor più capillare, anche all’estero. Abbiamo già preso contatto con gli Istituti di cultura italiana all’estero per intercettare gruppi di pellegrini. A primavera partirà la campagna promozionale della Perdonanza. L’intero settore turistico dovrà essere pronto e prepararsi per tempo con pacchetti mirati e dedicati».
MUSEO DELLA PERDONANZA
Sempre in primavera aprirà battenti, in via Sassa, il museo della Perdonanza: 400 metri quadrati disposti su quattro ambienti, con un percorso in successione che tocca i quattro temi portanti del progetto: la ricostruzione della figura di papa Celestino, il corteo e la festa della Perdonanza, i costumi storici e il percorso del fuoco del Morrone. La Casa Museo, a due passi dalla cattedrale di San Massimo, altro monumento che dovrebbe essere toccato dalla visita di Papa Francesco, sarà, poi, inserita in un percorso turistico che annovera anche palazzo Margherita con la torre civica e la Bolla del perdono, per arrivare alla basilica di Collemaggio, dove sono conservate le spoglie del santo. L’inaugurazione di un luogo dedicato a Celestino, in un percorso di conoscenza del papa dall’altissima spiritualità, cade in un momento propizio con l’arrivo del Papa, che incrementerà di molto i flussi turistici.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che i grandi della terra omaggiano la Perdonanza. Il 28 aprile 2009, Papa Ratzinger visitò L’Aquila, sconvolta tre settimane prima dal terremoto, e si recò nella basilica di Collemaggio, dove sono custodite le spoglie di Celestino V, il Pontefice del “gran rifiuto”. Chiese di poter pregare davanti alla teca del santo e, poi, lasciò lì il suo pallio. Anche Madre Teresa di Calcutta visitò Collemaggio percorrendo un tratto in ginocchio prima di arrivare al mausoleo di San Pietro Celestino. Il Dalai Lama, nel 1994, visitò la tomba di Celestino.
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