La città del Grande fratello: installate altre 5 telecamere

Il potenziamento del sistema di videosorveglianza è diventato urgente dopo i tanti episodi di violenza e gli atti vandalici registrati negli ultimi mesi
SULMONA. Scatta l’operazione sicurezza in città con l’istallazione di cinque nuove telecamere in altrettante zone nevralgiche.
I punti prescelti per installare i nuovi occhi elettronici sono piazza Salvatore Tommasi dove ha sede la biblioteca comunale (chiusa dal 2009 e dove saranno posizionate due telecamere), il cimitero, gli scavi di Ovidio e via Cornacchiola. Sono in corso proprio in questi giorni i lavori sulla rete di sicurezza cittadina, dopo diversi atti vandalici e i soliti episodi di inciviltà nel week-end coi vicoli del centro storico che diventano latrine a cielo aperto. Le cinque nuove telecamere andranno ad aggiungersi alle sessantasei già installate in passato. Nel 2013 sono arrivati a Sulmona quasi 135mila euro del fondo nazionale destinato ai Comuni per la sicurezza urbana, utilizzati per ultimare e perfezionare il progetto del “Grande fratello cittadino”. Dal 2009 sono stati individuati una quarantina di punti nevralgici in città dove installare gli occhi elettronici: 30 con telecamere fisse e 15 a brandeggio manuale, con un braccio d’azione di 360 gradi.
La privacy viene garantita dall’oscuramento automatico del software che crea delle zone d’ombra in corrispondenza delle abitazioni private; per lo stesso motivo le registrazioni vengono distrutte automaticamente dopo 24 ore, a meno che non servano per attività giudiziarie o di indagine. È la polizia municipale ad occuparsi della gestione del servizio. Da marzo dell’anno scorso, dopo una serie di violente risse e aggressioni in centro storico, la giunta guidata dal sindaco Annamaria Casini si è concentrata sul potenziamento del sistema di sorveglianza.
In quei mesi era arrivato addirittura il questore in città, Antonio Maiorano, per garantire un maggior controllo del territorio, attraverso il potenziamento delle pattuglie in servizio e degli uomini in strada. Scopo principale della videosorveglianza resta la tutela dei monumenti e delle bellezze architettoniche, ma anche la sicurezza, grazie alla fitta rete di fibre ottiche e al cablaggio senza fili che percorre la città e che la rende una delle più avanzate da questo punto di vista.
I prossimi punti individuati dall’amministrazione cittadina dove installare le telecamere di ultima generazione sono: l’area dell’Eremo e quella adiacente gli scavi archeologici del tempio di Ercole Curino (preda di vandali in più occasioni) e la zona Peep, con viale XXV Aprile e i quartieri periferici.
Per il progetto erano già stati spesi circa 240mila euro dei fondi regionali Valle Peligna-Alto Sangro di alcuni anni fa. Poi, con le nuove risorse, si è provato a migliorare la qualità tecnica del servizio (spesso utilizzato anche per attività di indagine e di ordine pubblico, anche se non sempre con ottimi risultati, vista la non elevatissima qualità delle immagini). Resta da migliorare ora questo aspetto legato alla pubblica sicurezza.
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