La città festeggia e ora sogna la serie C

28 Aprile 2015

Avezzano promosso, il presidente Paris: se si abbonano 2mila persone investirò per un ulteriore salto di categoria

AVEZZANO. Per il calcio di serie A, quella appena conclusa è stata un’altra domenica di ordinaria follia, ma per fortuna non tutto il mondo del pallone è così rovinato. Ad Avezzano, i festeggiamenti per la ritrovata serie D sono andati avanti fino a notte inoltrata, con cori, canti e balli. Ventiquattro ore dopo, l’euforia è ancora palpabile. Allo stadio dei Marsi incontriamo per primo il presidente Gianni Paris: «È stato un pomeriggio indimenticabile, il cui ricordo mi porterò dietro ancora per molto tempo. In quei cinque minuti finali, mi sono passate davanti agli occhi le immagini dei play off dello scorso anno e una nuova avventura di quel genere l’avrei vissuta certamente male».

Paris parla del presente, ma anche e soprattutto del futuro: «Tre quarti dei giocatori in organico resteranno anche per il prossimo anno, ma andremo alla ricerca di almeno quattro elementi di provato valore per migliorarne la qualità. Se riusciremo a raggiungere 2000 abbonati, mi impegno fin da ora ad allestire un complesso che potrà tentare il salto in serie C».

A Vasto era presente anche il sindaco Gianni Di Pangrazio ed anche questa è una buona notizia, perché significa che i rapporti con l'amministrazione comunale stanno tornando alla normalità. L’allenatore Alessandro Lucarelli è al lavoro nella sua palestra; ha sul volto ancora i segni dello stress, ma ricorda lucidamente gli ultimi secondi della partita di Vasto: «Quando ho visto Di Genova che aveva guadagnato la punizione, ho detto a Ruscitti che avremmo fatto gol, e così è stato, ma nell’euforia che è seguita, non mi ero nemmeno accorto che la partita fosse terminata». Parla di futuro il mister: «Spero in un progetto serio, altrimenti non vale la pena ricominciare». La tensione ha giocato brutti scherzi a più d’uno. L’avvocato Luigi Cariola (responsabile marketing): «Al gol di Bisegna non ce l’ho fatta a trattenere le lacrime, ma è stato un pianto liberatorio». Costretti a seguire le sorti della squadra dal maxi schermo allestito dal Comune allo stadio dei Marsi, anche alcuni tifosi all’apparenza più duri confessano di essere stati sopraffatti dall’emozione. Aldo Ranieri: «Io non c’ero quando l’Avezzano saliva in C1 nella gara di Teramo, ma penso che le sensazioni che ho provato domenica pomeriggio siano le stesse che hanno provato i miei amici più grandi in quella circostanza». E poi un ringraziamento anche alla Pietraquaria: «Si, penso proprio che la nostra Madonna abbia ascoltato le nostre invocazioni». Sulla stessa falsariga le impressioni di Teto Tirabassi: «Il non poter essere andati a Vasto ha creato in tutti noi uno stato d’ansia enorme, ma abbiamo fatto tifo dalla tribuna dello stadio dei Marsi, come se fossimo stati all’Aragona, e pur essendo grande e grosso, non mi vergogno di dire che una lacrimuccia l’ho versata anche io».

Plinio Olivotto

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