La città rivuole i suoi tesori d’arte

13 Aprile 2016

Un gruppo nato su Facebook ha organizzato una mostra fotografica: ecco tutte le opere in “esilio”

L’AQUILA. Il letto in bronzo del I secolo proveniente da Amiternum e conservato nei musei Capitolini a Roma, la coppia di leoni funerari del II secolo ritrovati a Scoppito, attualmente al Getty museum di Malibu, il San Nicola del XIV proveniente da Monticchio ed esposto nel Met di New York, la Vergine in trono del XV secolo attribuita a Silvestro dall’Aquila e custodita al Bode museum di Berlino. Sono solo alcune delle opere (una ventina) al centro della mostra fotografica sui Tesori aquilani “esiliati” allestita sabato scorso nell’atrio del palazzo del Provveditorato alle opere pubbliche, sotto i portici di San Bernardino. Un’iniziativa del gruppo di studio “Lo rivoglio all’Aquila”, in occasione della festa per i 750 anni dalla rifondazione dell’Aquila angioina, che ha raccolto il consenso di un vasto pubblico. «Abbiamo voluto allestire una mostra non artistica, ma informativa per far conoscere una selezione di Tesori aquilani attualmente “esiliati” in varie parti del mondo: opere d’arte provenienti da chiese cittadine e del circondario (antico Comitatus), reperti di epoca italica e romana rinvenuti nei siti archeologici dell’Aquilano (ad esempio Amiternum e Foruli), pezzi di collezioni private, portati via dal nostro territorio non sempre in modo lecito» spiega una delle organizzatrici, Beatrice Sabatini, che ha selezionato le opere insieme a Eleonora Marchini. «Le foto hanno riguardato anche opere di ignota provenienza realizzate, o comunque attribuite ad artisti aquilani, esposte e valorizzate in prestigiose gallerie d’arte e musei in tutto il mondo. Scopo della mostra è suscitare curiosità e interesse sull’immenso patrimonio artistico, troppo spesso ignorato, del nostro territorio ed evitarne, per quanto possibile, la continua e ripetuta spoliazione. Se è a volte impossibile riportare le opere d’arte sul territorio, è necessario però risvegliare l’attenzione su ciò che rimane in città, a partire dalla città stessa, della quale va tutelato il centro storico per intero. Lo stesso auspichiamo per i centri storici minori». Il gruppo di studio è nato virtualmente su Facebook. Conta oggi 1265 iscritti.

Michela Corridore

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