La città si ferma per l’addio a Emanuele

19 Giugno 2019

L’appuntato Anzini travolto a un posto di blocco ricordato dal vescovo Fusco anche per il suo impegno nella Croce rossa

SULMONA. Lutto cittadino e funerali di Stato per Emanuele Anzini, il carabiniere investito e ucciso nella notte tra domenica e lunedì scorsa avvenuto a Terno d’Isola, nel Bergamasco, mentre era in servizio a un posto di blocco. Già dalla mattinata di ieri i commercianti del centro storico hanno tenuto le saracinesche dei loro negozi abbassate con un cartello listato a lutto per ricordare il militare tragicamente scomparso.
La bara avvolta nel tricolore è arrivata alle 15 in punto nel piazzale della cattedrale di San Panfilo, sotto il sole cocente. Subito dietro la bara i familiari sconvolti dal dolore: la madre Eleonora Pendenza , la sorella Catia e la figlia Sara. A rendere omaggio al carabiniere caduto il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, il generale Giovanni Nistri, comandante supremo dell’Arma dei carabinieri, il generale comandante della Regione Lombardia Antonio De Vita. Ma anche tanti colleghi che con lui hanno condiviso momenti di gioia e molti servizi. Presente anche il prefetto Giuseppe Linardi. Molti gli amministratori giunti da ogni parte d’Abruzzo per rendere omaggio al carabiniere travolto e ucciso da un’auto condotta da un cuoco 34enne, ubriaco. Tra loro anche il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. Di Poggio Filippo, una frazione di Tagliacozzo, era il padre di Eugenio, anch’egli carabiniere, morto nel 1991 quando Emanuele aveva 14 anni.
Ed è proprio il ricordo del padre che lo aveva spinto a soli 20 anni ad arruolarsi nei carabinieri ausiliari, prima svolgendo il servizio di leva e poi rimanendo nell’Arma con la rafferma. A celebrare il rito funebre è stato il vescovo di Sulmona, Michele Fusco, con altri sacerdoti delle parrocchie cittadine. Nella sua omelia il vescovo, paragonando il carabiniere caduto alle vergini sagge della parabola evangelica ha spiegato che «Emanuele si è fatto trovare pronto all’incontro con il Signore perché è rimasto fedele al suo dovere fino all’ultimo istante di vita». Tracciando un breve ricordo del carabiniere, il vescovo ha anche sottolineato il valore del suo impegno, non solo nella professione ma anche come volontario della Croce rossa, «un compito che svolgeva con la generosità di sempre, alla guida delle ambulanze chiamate a soccorrere persone sofferenti».
Al termine della messa, oltre alle autorità presenti, in tanti hanno voluto esprimere il loro cordoglio ai familiari dell’appuntato scelto, stringendosi all’anziana madre, alla sorella e alla figlia. Quest’ultima da oggi sarà impegnata con gli esami di maturità. Il suo sogno è quello di tagliare il traguardo del diploma da ragioniera e arruolarsi nell’esercito. Subito dopo la salma è stata scortata da carabinieri e familiari nel cimitero di Sulmona dove nei prossimi giorni sarà tumulata. Intanto, prosegue l’inchiesta della Procura di Bergamo che vede il cuoco Matteo Colombi, indagato per omicidio volontario, con eventuale dolo. L’uomo, che in passato ha avuto già guai con la giustizia, risiede nel paese di Sotto il Monte dove era diretto nella notte in cui ha stroncato la vita del carabiniere sulmonese.
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