La città si trasforma nei versi di Ciuffetelli
La docente e poetessa dedica un componimento al tema del terremoto e della ricostruzione
Skyline (della trasformazione)
Quella mattina, una mattina, voleva dirmi la verità ma restò in silenzio./Le braccia scese lungo i fianchi il sorriso imploso./Io non chiesi./Le chiese mute e i campanili vuoti./I sampietrini divelti, ancora divelti/per i lavori./Fredde le attese tra camion e transenne,/roteanti le betoniere./Quanto rumore./Ai quattro cantoni un nugolo di polvere/tanto densa. Nebbia./
E gli operai in pausa che parlano/una lingua che non capiamo./I palazzi e i ponteggi e i puntelli./Eppure è tutto familiare,/irriconoscibile, modificato./Impresso il ricordo della città vissuta/una memoria indelebile, inconsapevole./Dentro le nuvole bianche, polveri sottili.../gli inverni e le primavere. Passano./ E anche questo si aggiunge alla storia già antica/ai passi già passati, al passeggio consumato,/alle consuetudini.
Cambiano gli odori. Da tanti anni ormai/sfumano, si ripiegano in fredde folate/di ferro e cemento. /Tu passi e una sottesa patina ti riveste/la gola. Sa di ferro e sa di polvere./E tu lo sai.
Il dolore è invisibile./Non lo racconti più.
Si parla d'altro. Si fanno progetti sapendo che non puoi.
Chi si occupa del dolore invisibile.
Abbiamo tutti paura. In fondo.
Paura di ritrovarci in una landa straniera
sempre più deserta, lontana.
Sono passati tanti passi
qualcuno ha scelto.
Ha barattato.
Qualcuno ha scelto.
È rimasto.
Di che colore è fatto questo cielo.
Perfetto, incorrotto.
Che musica suona il vento
e di che colore è il riverbero arrotolato
sul Gran Sasso.
Somiglia a se stesso,
oltre i nugoli e le gru che fanno paesaggio
eleganti, stagliate contro i tramonti.
Io so che quella mattina
volevi dirmi questo. Ma con quali parole.
Come raccontarsi le involontarie
trasformazioni, le perdite.
Guardandoti eri tu sempre diverso
lo sguardo obliquo e la luce corrosa
dentro gli occhi.
A tratti brillavo io per compensare.
Per contagiarti, per lasciare che prendessi
la sudata luce
e la respirassi fino in fondo.
Ti aspetto ogni sera
e sempre spunti all'orizzonte.
Ti vedo tra tutti i tetti, in fondo,
tra le gru e i tramonti.
*docente e poetessa

