La clinica vince dal giudice Arriva la stangata per l’Asl

8 Ottobre 2020

Ritardati pagamenti sulle prestazioni sanitarie: Di Lorenzo deve avere 1,2 milioni Sentenza della Cassazione dopo 13 anni. L’amministratrice: «Pronti a dialogare»

AVEZZANO. L’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila dovrà versare circa un milione e 200mila euro nelle casse della casa di cura privata Nicola Di Lorenzo di Avezzano a titolo di saldo per interessi passivi dovuti al ritardato pagamento delle prestazioni sanitarie convenzionate relative al triennio 2005-2007.
È quanto stabilito con una sentenza dalla Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dall’azienda sanitaria locale contro la casa di cura privata di via Veneto ad Avezzano, mettendo così la parola fine a una vicenda giudiziaria che andava avanti da 13 anni.
Nel 2009 la clinica Di Lorenzo chiede e ottiene dal tribunale di Avezzano un decreto ingiuntivo per circa 3 milioni di euro nei confronti dell’Asl 1 a titolo di saldo per prestazioni erogate nel corso del 2007 in base al contratto di convenzionamento stipulato due anni prima.
L’azienda sanitaria presenta ricorso contro la decisione del tribunale di Avezzano, ma si vede respingere l’Appello dalla Corte territoriale dell’Aquila che ha sostanzialmente ribadito quanto stabilito dal giudice ordinario in primo grado sulla legittimità del compenso per i ricoveri da trasferimenti da altre strutture in via di urgenza, nonché sulla corretta applicazione della tariffa contrattualmente prevista.
L’Asl si è opposta nuovamente a quest’ultima sentenza, ma alla fine anche la Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso in quanto «le prove valutate dai giudici hanno ricostruito la pretesa creditoria delle prestazioni sanitarie effettivamente eseguite e mai contestate in quanto tali, ascrivendo a fatti impeditivi non dimostrati».
«La Cassazione ci ha dato ragione mettendo un punto alla vicenda dopo 13 lunghi anni», dichiara Lucia Di Lorenzo, medico e amministratore unico della casa di cura avezzanese, «per la quale la Asl 1 ha speso oltre due milioni di euro in più, dovuti a un aggravio di interessi e spese legali per la sola clinica Di Lorenzo. Ovviamente questo si è replicato per tutte le strutture sanitarie private convenzionate con un enorme danno alle casse regionali. La controversia», prosegue la dottoressa Di Lorenzo, «è nata quando la Regione, e mi riferisco alla gestione che va dal 2007 al 2012, ha cercato di cambiare le tariffe in maniera unilaterale e, per altro, a contratto di convenzione in corso sottraendoci circa il 10 per cento alle prestazioni corrisposte per ogni annualità, a fronte di un importo iniziale complessivo che oscillava tra i 10 e 12 milioni di euro annui. Abbiamo sempre cercato un dialogo con l’Asl impiegando oltre 6 anni per incassare le somme dovute, ritardi che hanno inevitabilmente prodotto ingenti danni ai bilanci delle strutture sanitarie per i mancati incassi, ma, al contempo, anche alle casse pubbliche, visto che gli interessi passivi che dovranno essere corrisposti non erano stati messi in bilancio».
«Abbiamo ribadito la nostra disponibilità al dialogo con l’Asl», conclude l’amministratrice unica della casa di cura avezzanese, «e siamo in attesa di essere convocati per definire bonariamente la vicenda onde evitare ulteriori aggravi».
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