«La colpa è di tutti, ora ripartiamo con un nuovo club e una grande partecipazione»
«Con la mancata iscrizione dell’Aquila calcio 1927 al campionato di serie D, si è conclusa una lunghissima crisi societaria che ha determinato la scomparsa, per la terza volta in ventiquattro anni,...
«Con la mancata iscrizione dell’Aquila calcio 1927 al campionato di serie D, si è conclusa una lunghissima crisi societaria che ha determinato la scomparsa, per la terza volta in ventiquattro anni, della squadra calcistica del capoluogo d’Abruzzo». Esordisce così il comunicato del gruppo “L’Aquila Me’ Supporters’ Trust”, rimasto in questi ultimi avvenimenti volutamente in silenzio «per non dare alibi per il proprio fallimento a nessuno degli squallidi personaggi che si sono avvicendati al capezzale della società, la cui fine ingloriosa già da tempo era purtroppo inevitabile». Sulla falsariga dei Rbe, il Trust critica tutti i protagonisti della vicenda, colpevoli di questa sorte. «I proprietari e i dirigenti della società porteranno un marchio d’infamia che li segnerà per sempre di fronte alla città e che in nessun modo può essere ridimensionato dalle responsabilità, che pure esistono, di una classe imprenditoriale aquilana spesso ambigua e menefreghista, di parte della stampa, eccessivamente accondiscendente e di una classe politica troppo passiva e timorosa, la quale solo nelle ultime ore di questa farsa intollerabile ha finalmente preso una posizione chiara sulla vicenda». Nel Trust è la forte volontà «che la resurrezione della squadra di calcio cittadina passi assolutamente non dall’acquisizione di altri titoli sportivi del territorio, ma dalla costituzione e conseguente affiliazione alla Figc di un nuovo sodalizio». In più, il Trust, onde evitare che la storia si ripeti, ritiene, «che questo nuovo inizio non possa prescindere dal coinvolgimento e dalla partecipazione attiva dei tifosi, uniche vittime di questa ennesima scomparsa, nel processo di rifondazione e della vita dell’Aquila calcio». Proporranno le loro idee al Comune e daranno dimostrazione della loro “passione per L’Aquila calcio”, che continuerà a essere, concludono, «la nostra unica stella polare». (p.t.)

