La commessa condannata fa ricorso

24 Maggio 2023

I legali chiariscono: non era al lavoro e si è dimessa per giusta causa 

CASTEL DI SANGRO. La commessa condannata per 7mila euro di ammanchi in un negozio di Castel di Sangro si professa innocente: per questo impugnerà la sentenza con rito abbreviato del tribunale di Sulmona. Lo dicono i suoi legali, Carlo Izzi e Nunzio Gagliotti. «In attesa della pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna, va precisato che agli atti del relativo procedimento risulta acquisita documentazione (cedolini stipendiali) attestanti che la lavoratrice fosse assente dal lavoro in decine di giorni in occasione dei quali il datore di lavoro, in propria querela, le attribuisce la condotta di annullamento scontrino finalizzata, sempre secondo l’accusa, alla presunta appropriazione indebita dell’incasso», scrivono i due avvocati, «inoltre, buona parte degli scontrini annullati risulta emessa in orari ben successivi a quelli desumibili dal contratto di prestazione d’opera».
Poi sulle immagini della videoregistrazione, che avrebbero incastrato la commessa: «Va precisato che questa riguarda un unico presunto episodio che il querelante ha riferito d’aver notato dopo aver visionato, senza rilevare alcun’altra irregolarità, ore ed ore di registrazione delle immagini riprese dalle telecamere interne al negozio nel corso di buona parte del mese di agosto del 2018».
Infine sul licenziamento: «Non è vera la circostanza, riferita nell’articolo, che la dipendente sia stata licenziata dal datore di lavoro ma è vero esattamente il contrario e cioè che la dipendente si è dimessa per giusta causa, dopo un lungo periodo di malattia, per il mancato pagamento delle retribuzioni da parte della datrice di lavoro».