La consigliera straniera: «No agli scontri»
L’AQUILA. La risposta alle tensioni sociali e alle difficoltà di dialogo tra le varie componenti etniche presenti sul territorio può arrivare dalla costruzione di un «modello di città multiculturale...
L’AQUILA. La risposta alle tensioni sociali e alle difficoltà di dialogo tra le varie componenti etniche presenti sul territorio può arrivare dalla costruzione di un «modello di città multiculturale capace di crescere progredire tenendo sotto controllo le forme di discriminazione che accompagnano, da sempre, i processi migratori, gli atteggiamenti di allarmismo, chiusura e pregiudizio». È la proposta per L’Aquila di Edlira Banushaj, consigliere straniero aggiunto, che spiega: «Viviamo un periodo preoccupante e da varie parti si sta alimentando la contrapposizione tra poveri e disperati. Quando le persone che, non riuscendo ad arrivare alla fine del mese, dovendo utilizzare i risparmi di una vita per poter far fronte alle spese quotidiane, le spese mediche, mutui e affitti, è facile che credano alla propaganda anti-migranti», prosegue Banushaj. «Condividendo l’opportunità di far rispettare le norme di vita quotidiana dei migranti nelle città, vorrei evidenziare che quasi tutti lasciano case, figli, legami, con molta sofferenza. Non lo fanno con l’intento di venire a delinquere». Secondo la consigliera «per poter alimentare un clima di distensione, e non di odio, bisogna che gli enti facciano una giusta comunicazione. Non siamo il Paese con più immigrati. L’Italia, accoglie un profugo ogni mille persone: sotto la media europea (1,1 ogni mille) e ben al di sotto di Svezia (11 ogni mille) e Francia (3,5 ogni mille). I lavoratori immigrati operano in aree differenti. Gli stranieri tra imposte e contributi versano 16,5 miliardi all’anno. Mettendo a confronto entrate e uscite gli immigrati in Italia sono in attivo di 3,9 miliardi. Alimentare cattiva informazione può avere effetti incontrollabili». (fab.i.)
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