La corsa all’Emiciclo rischia di svuotare la squadra di Biondi

21 Ottobre 2018

A destra grandi manovre per le candidature, Lega favorita Nell’area Pd Pietrucci e Di Paolo contro Di Pangrazio

L’AQUILA. Castagne sul fuoco. Alcune da togliere, altre a rischio di scoppiare da un momento all’altro. È partita in sordina, ma potrebbe riservare clamorose sorprese, la corsa verso il voto del 10 febbraio per le Regionali. Con dirette ripercussioni sul Comune e sulla vita amministrativa del capoluogo. E mentre i nomi per la presidenza sono un discorso in continua evoluzione, le truppe degli aspiranti consiglieri regionali, e dei loro sostenitori, sono in grande fermento.
FIRME A CAPODANNO. La scadenza delle liste fissata al 10 gennaio comporterà la corsa per la raccolta delle firme a cavallo di Capodanno. Per cercare i voti il lavoro duro si concentrerà tra novembre e i primi di dicembre. Il centrosinistra, in attesa dello scioglimento del nodo-Legnini, si conta tra Pd, Articolo 1 e civiche di centrosinistra, per un cartello presumibilmente unitario. A meno di sorprese. In caso di candidato presidente “dalfonsiano”, Articolo 1 rischia la scissione nella scissione, visto che a sinistra è certa la presenza di un cartello di sinistra con Si e Rifondazione e i movimenti che alle Europee convergeranno sul sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
INGORGO ELETTORALE. Il Pd è stretto tra le primarie per la segreteria nazionale del partito, le primarie per le liste e il congresso. Secondo alcune ipotesi, il Pd avrà un eletto per provincia. Dunque si profila uno scontro tra titani tra l’aquilano Pierpaolo Pietrucci e il presidente uscente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, entrambi alla ricerca della riconferma. Pietrucci, tuttavia, non potrà più contare sulla compattezza di quel che resta del Pd aquilano ancora tramortito dalla sconfitta delle Comunali. A partire dai “grandi vecchi”, da Benedetti a Di Stefano, da Cialente a Pezzopane, su posizioni differenti. Se salta Pietrucci, a catena potrebbe saltare anche il segretario comunale Stefano Albano, così completando la resa dei conti post-Comunali. Senza contare, poi, che il gruppo dei fan di Di Benedetto ha lasciato il Pd dopo aver sostenuto Pietrucci alle precedenti Regionali. con la prospettiva di ricambiare la cortesia alle Comunali. E l’emorragia a sinistra non risparmia gli amministratori del territorio, tra i quali molto attivo risulta essere il sindaco di Barisciano Francesco Di Paolo, pronto a dividersi con Pietrucci i voti nell’Aquilano con una lista civica di centrosinistra. A sinistra del Pd le pochissime speranze di ottenere un seggio fanno ipotizzare candidature non di primissima linea. E una buona parte di sindaci (da Fagnano a Montereale) si è spostata a destra, chi su Forza Italia chi sul patto delle aree interne di Biondi (Fdi).
LA LEGA CRESCE. Nei mesi scorsi, una chiamata a raccolta dell’area subequana ha visto come protagonista il deputato leghista Luigi D’Eramo, che punta, tra l’altro, alla segreteria regionale del suo partito. La Lega punta su due seggi in provincia, dove, complessivamente, saranno assegnati sette posti in consiglio. L’assessore comunale Emanuele Imprudente sarà della partita. Quindi potrebbe lasciare il Comune. In casa Forza Italia, il vicesindaco Guido Quintino Liris, finora favoritissimo, dovrà giocarsi il posto col consigliere marsicano Emilio Iampieri, avversario molto forte. Liris, come Pietrucci, ha perso per strada alcuni pezzi (Elisabetta De Blasis è passata alla Lega).
SORPRESE E CONFERME. Il nome nuovo pronto a irrompere sulla scena è quello del presidente del consiglio comunale Roberto Tinari. Senza dimenticare Giorgio De Matteis, ora in Fratelli d’Italia, già assessore regionale. Insomma, in città si va profilando una campagna elettorale fratricida, un corpo a corpo della preferenza. In caso di elezione da parte dei tanti aspiranti all’Emiciclo, infatti, al Comune potrebbe esserci una rivoluzione con l’uscita di scena dei pezzi da 90. Lo stesso deputato D’Eramo potrebbe lasciare il posto di assessore a Daniele Ferella. E così, in un colpo solo, il sindaco Pierluigi Biondi rischia di perdere, in un colpo solo, quattro colonne portanti della sua squadra: Liris, Imprudente, De Matteis e D’Eramo. Sul fronte dei 5 Stelle, a meno di ripensamenti, non ci saranno candidati aquilani doc.
CONSIGLIO DI STATO. Sullo sfondo delle grandi manovre aleggia la data del 6 dicembre, quando è attesa la sentenza del Consiglio di Stato sull’anatra zoppa che potrebbe rimettere in gioco il governo comunale. Ovviamente, in caso di ribaltone, per l’Emiciclo ci sarebbero posti in piedi. A sinistra, infine, qualcuno coltiva il sogno di Giovanni Lolli candidato sindaco nel caso di ribaltone al Comune per cercare di riprendersi il potere perduto.
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