La crisi rientra in appena 24 ore D’Angelo si scusa: ero dal medico

29 Aprile 2023

Il capogruppo di Noi moderati chiarisce: «L’assenza in consiglio non era legata a motivi politici» Il centrodestra torna unito e l’assise approva il rendiconto del bilancio. Ma il sindaco sceglie il silenzio

L’AQUILA. Sembra tornato il sereno sulla maggioranza di centrodestra a sostegno del sindaco Pierluigi Biondi. Dopo lo scivolone nella votazione di giovedì, il consiglio comunale approva il rendiconto del bilancio 2022 e Daniele D’Angelo, reo di aver abbandonato la prima seduta facendo venir meno il numero legale, fa mea culpa e torna nei ranghi. Il capogruppo di “Noi moderati” spende parole al miele per ricucire lo strappo: «Non c’è stata alcuna ragione politica dietro quello che accaduto, me ne dispiace e non capisco la reazione che c’è stata nei miei confronti». Un assist – per ora – non raccolto dal sindaco Biondi. Il primo cittadino, ventiquattro ore dopo la sfuriata, ha scelto la via del silenzio. Motivo per il quale la frattura non si è ancora ricomposta del tutto. Dopo il clamoroso autogol, il primo cittadino era stato perentorio, chiedendo al presidente di “Noi moderati”, Maurizio Lupi, la testa di D’Angelo.
Le scuse
Prima del voto scaccia crisi, D'Angelo ha motivato così l’assenza dalla votazione: «Alla luce dell’improprio significato politico attribuito alla mia assenza nella seconda parte della seduta consiliare di ieri, specifico che avevo preventivamente comunicato alla maggioranza la necessità di dovermi assentare a una determinata ora per esigenze mediche». E ancora: «Smentisco qualsiasi significato politico rispetto al leale sostegno all’amministrazione comunale, a maggior ragione in un quadro che vede “Noi moderati”, ai cui referenti nazionali ho chiarito l’accaduto, pienamente e convintamente parte della coalizione di centrodestra a livello nazionale e sui territori».
La crisi
Lo spauracchio della crisi non sembra comunque essersi smaterializzato del tutto, anche alla luce delle bocche cucite della maggioranza sul caso D’Angelo. La bufera era scoppiata all’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di giovedì, quello sul rendiconto di bilancio del 2022, la cui approvazione sembrava cosa scontata. Invece, alla votazione di un atto preliminare hanno partecipato solo 16 consiglieri, mentre il numero minimo è 17. Pochi minuti prima, infatti, aveva lasciato l’aula D’Angelo in un primo momento «per motivi di lavoro». Ieri la precisazione: «Una visita cardiologica al quale non potevo rinunciare», ha detto davanti al consiglio. E non è mancato nemmeno il giallo finale, con il coordinatore regionale di “Noi moderati”, Paolo Tancredi, che ha ammesso come il partito sia ancora a caccia del colpo grosso, pur rinnovando la fiducia all’amministrazione comunale: «Non è un segreto che rivendichiamo un posto di giunta, però in un confronto cordiale e confermando un forte sostegno alla maggioranza Biondi». Si attende inoltre un intervento del leader di “Noi moderati” Lupi sulla questione.
l’opposizione accusa
Uno spettacolo che non è piaciuto alle opposizioni. Così Alessandro Tomassoni di “Il passo possibile”: «La maggioranza cittadina, tra teatrini surreali e minacce di espulsioni vendicative da parte del sindaco cui abbiamo assistito increduli fino a stamattina, costretti ad una nuova seduta di consiglio pagata dai cittadini solo per ovviare alla mancanza del numero legale di quella di ieri, ha dato ampia dimostrazione di aver smarrito la bussola».
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