«La cultura non spopola» Il motto di Pescina per meravigliare l’Italia

Dossier incentrato su Silone, verrà esposto il 21 marzo al ministero Zauri: «Il nostro è un fragile territorio che custodisce valori veri»
PESCINA. Pescina ce la metterà tutta per vincere la sfida contro le agguerrite concorrenti e fregiarsi nel 2025 del titolo di Capitale italiana della cultura. Il dossier, che verrà esposto al ministero della Cultura martedì 21 marzo, intitolato “La cultura non spopola” e avente come logo “Città di Silone e Mazzarino, sede del Parco letterario Ignazio Silone dal 2022”, nasce non solo dal riconoscimento delle risorse presenti sul territorio, ma anche dalla consapevolezza delle comuni problematiche legate alle aree interne italiane: «Fragili territori che custodiscono i valori dell’Italia vera e autentica, che la sola logica delle dinamiche del mercato rischierebbe di portare all’estinzione».
PROCESSO DA INVERTIRE
«L’interruzione di questa spirale perversa», si propone l’amministrazione retta dal sindaco Mirko Zauri, che si avvale della collaborazione del Centro studi Silone e della Casa Museo Mazzarino, presieduti da Tiziana Cucolo e Franco Zazzara, «è fondamentale per evitare l’ulteriore aggravamento dei parametri negativi legati alle aree interne. In tal senso, la cultura rappresenta il motore fondamentale per invertire questo processo di depauperamento identitario della storia, della cultura e delle possibilità socio-economiche delle aree interne». Il dossier dunque si pone come modello per tutte le aree interne nazionali, focalizzando l’attenzione sul perseguimento di un piano strategico da attuare nel tempo e che sarà accelerato nell’anno di Capitale della cultura. È suddiviso in tre macro-aree.
CULTURA INCLUSIVA
Programmi di interazione culturale, altamente inclusivi, per l’educazione continua di ogni individuo, anche svantaggiato, al fine della difesa siloniana dei soggetti più deboli, con la tutela di tutti i loro diritti fondamentali, a partire dalle pari opportunità formative, civiche e di genere.
SPERIMENTAZIONE CREATIVA
Alla ricerca del prezioso patrimonio storico, culturale e sociale delle comunità locali, aperte al dialogo e all’arricchimento globale, combattendo così l’isolamento e il declino sia demografico che generazionale, delle aree interne.
SOSTENIBILITà AMBIENTALE
Progetti per favorire un uso responsabile di tutti i “Beni del creato”, al fine di preservarli per le generazioni future, in piena sinergia con tutte le Istituzioni e i soggetti della filiera ambientale, culturale e creativa, per una tutela condivisa del “Bene comune”.
STRUTTURE RICETTIVE
Per poter accogliere al meglio questa sfida, l’amministrazione ha previsto fin da subito un incontro con i sindaci della Marsica e dell’Aquilano, i dirigenti dell’Azienda unica dei trasporti abruzzesi (Tua), e gli operatori privati, «al fine di organizzare un sistema di implementazione e potenziamento delle reti di trasporto e delle strutture ricettive comprese nel territorio».
IL PAESE DELL’ANIMA
Il dossier di Pescina punta molto sul lascito culturale di uno dei più grandi scrittori del Novecento. Perché da un passo di “Vino e pane” si può capire quanto Silone amasse Pescina. Viene un giorno in cui nella vita di un uomo che va via lontano dalla sua terra, il bisogno di tornarvi si fa desiderio struggente. Silone sale sul treno e torna al paese. Il luogo «che per 15 anni aveva costituito il chiuso perimetro della sua coscienza», si trova lì intatto, tale e quale se l’era immaginato e vagheggiato. Osservando quel «ritrovato paese dell’anima», lo scrittore è assalito dalla commozione. Silone amava Pescina, Pescina ha riscoperto Silone. «Mi piacerebbe», dirà l’autore di Fontamara nel testamento, «di essere sepolto così ai piedi del vecchio campanile di San Berardo a Pescina, con una croce di ferro, appoggiato al muro e la vista del Fucino in lontananza». Il Comune ha rispettato le sue volontà. E ora, maturato il riscatto, la cittadina marsicana chiede il lasciapassare per diventare Capitale della cultura 2025.
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