La delibera è da riscrivere

Stop al documento per l’uso temporaneo di immobili dismessi
L’AQUILA. Inatteso stop nella seconda commissione del Consiglio comunale “Gestione del territorio” presieduta da Luca Rocci della delibera di giunta che riguarda lo schema di convenzione finalizzato a consentire ai privati l’uso temporaneo di aree e immobili oggi dismessi.
È stato lo stesso assessore all’urbanistica Daniele Ferella a ritirare la delibera per poterla modificare nel giro di non più di dieci giorni in base alle osservazioni scritte che gli saranno inviate dai commissari. La decisione è arrivata dopo una serie di perplessità sollevate dai consiglieri Giustino Masciocco e Angelo Mancini. Il timore espresso dai due commissari è che la delibera possa autorizzare - a sola discrezione della giunta se pure per un massimo di 5 anni - una serie di attività commerciali (ma anche sociali) in immobili oggi dismessi cambiandone l’uso. La procedura non va confusa con il cambio di destinazione d’uso che richiede una variante al Piano regolatore che deve essere approvata dal consiglio comunale. In questo caso basterebbe solo la firma di una convenzione col Comune. La delibera “stoppata” secondo Ferella è un atto di indirizzo (che quindi stabilisce dei paletti precisi) mentre per Mancini e Masciocco il documento è molto generico e rischia di incidere negativamente sul territorio comunale che dal punto di vista urbanistico è stato già stravolto dal post sisma.
Il dirigente Roberto Evangelisti ha cercato di tranquillizzare tutti dicendo che la delibera trae origine da una legge nazionale che intende facilitare la ripartenza dopo il Covid, riqualificare aree degradate senza prevedere aumenti di cubatura. Cioè si ristruttura solo quello che c’è. Mancini ha avuto buon gioco a ribattere che così «rivedremo baracche diventare sedi di attività commerciali». Favorevole alla delibera si è detto invece Paolo Romano di Italia Viva. Alla fine è stata accolta la mediazione di Giorgio De Matteis che ha proposto qualche giorno di riflessione per meglio chiarire criteri e obiettivi della delibera.
Nell’atto comunale in discussione si legge che «gli interventi di riuso e rigenerazione urbana sono sia una necessità sia un’opportunità per dare un nuovo slancio culturale, economico e sociale alla città. La rigenerazione è intesa come processo continuo, multiscalare, multidimensionale, intersettoriale che permette di innovare lo spazio e la società creando nuove infrastrutture sociali e nuovi valori e immaginando una città sempre più policentrica e poli culturale. L’avvio di un uso temporaneo di edifici e aree è un passaggio importante nel processo di rigenerazione urbana, di recupero ambientale, d’innovazione sociale. È pertanto auspicato l’uso temporaneo di immobili sia pubblici sia privati legittimamente esistenti, con lo scopo di realizzare iniziative economiche, sociali, culturali di rilevante interesse pubblico o generale. La proposta di uso temporaneo d’immobili dismessi o in via di dismissione o di recupero ambientale deve essere presentata all’amministrazione inserendola in un programma di uso temporaneo che dettagli gli scopi di pubblica utilità, di valore sociale e di qualità culturale».
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