La denuncia: «Casette assegnate, ma vuote»
«Ci siamo alzati dal letto con l’emergenza neve, abbiamo spalato a lungo per poter uscire di casa. Poi l’inferno. La prima scossa, una montagna di neve venuta giù dal tetto a bloccarci di nuovo la...
«Ci siamo alzati dal letto con l’emergenza neve, abbiamo spalato a lungo per poter uscire di casa. Poi l’inferno. La prima scossa, una montagna di neve venuta giù dal tetto a bloccarci di nuovo la via d’uscita. La casa ha continuato a tremare forte e ripetutamente». Inizia così il racconto di Pietro Di Tommaso, che vive a Mascioni con la sua famiglia, cinque persone tra cui la mamma anziana e malata. «Siamo rimasti a lungo isolati, mentre gli amici che eravamo riusciti a contattare ci dicevano di stare calmi perché i soccorsi stavano arrivando. Invece nulla. Siamo riusciti a raggiungere la roulotte parcheggiata fuori casa e l’arrivo dopo tante ore dei primi mezzi di soccorso ci aveva fatto ben sperare. Ci era stato detto che ci avrebbero portato tutti nei Map, ma nessuno è venuto a prenderci. Così abbiamo capito che per noi non c’era più posto. Il tutto mentre due di quelle nove casette precedentemente assegnate erano vuote. Ho chiesto che venissero requisite, ma niente. Avrei dovuto assumermi io la responsabilità di aprire una di quelle due porte. L’ho fatto per la mia famiglia, chiedendo il conforto degli amministratori comunali. Da loro ho ricevuto solo rassicurazioni verbali, nulla di scritto. Niente che possa tenermi al riparo magari da una denuncia per violazione di domicilio. Mi sono rivolto anche alla prefettura, per la requisizione di quelle case assegnate ma ingiustificatamente vuote. Io continuo a sperare in un lieto fine per questa storia incredibile».

