La direttrice del Munda: «Riporterò il gonfalone»

24 Gennaio 2021

L’opera in seta dipinta restaurata a Firenze, si cerca la teca idonea per il rientro Ma la vera priorità è far riaprire il museo nazionale d’Abruzzo nel castello

L’AQUILA. Riportare all’Aquila il gonfalone della città, a 7 anni dal restauro, è il primo degli obiettivi – in ordine di tempo – di Maria Grazia Filetici, nuova direttrice del Munda (museo nazionale d’Abruzzo), diventato da qualche mese uno dei 13 musei autonomi italiani. Ma la vera “sfida” per la Filetici, che si è insediata da qualche settimana in città, è far tornare le opere del museo all’interno del forte spagnolo.
Il castello è per gli aquilani un luogo identitario. Mentre le opere di restauro post sisma sono in corso, si lavora al ritorno del museo nella fortezza?
«Questa è la mia priorità, che ho condiviso con il direttore generale dei musei Massimo Osanna, il segretario regionale d’Abruzzo Nicola Macrì, la direttrice regionale dei Musei, Mariastella Margozzi, in un importante sopralluogo al forte con il soprintendente ad interim Antonio Di Stefano e il team tecnico scientifico che dirige i restauri in corso. Sono attualmente in via di studio alcune ipotesi e interventi da intraprendere per il restauro delle opere del museo, ricoverate dopo il terremoto nei depositi del forte, che soffrono per situazioni di degrado importanti. Tra gli obiettivi anche il nuovo allestimento delle opere che potranno essere presentate al pubblico con corredo didattico e allestitivo attuale. La restituzione alla visita del Mammuthus Meridionalis ricopre uno dei primi impegni, il restauro è stato eseguito con tecniche e metodiche di grande raffinatezza. Anche gli aspetti scientifici della conservazione e la descrizione dei contesti antichi di vita di questo importante esemplare saranno inseriti nell’allestimento del nuovo museo».
Cosa si sta facendo in attesa di poter tornare al castello?
«Dobbiamo proseguire l’inventario delle collezioni ridisegnandone l’assetto espositivo sia dal punto di vista scientifico, cronologico e didattico. I passi saranno progressivi per giungere ad un nuovo e prestigioso progetto musegrafico. Già prima della mia nomina è stato avviato un primo inventario delle opere che sono custodite in molti luoghi del territorio, oltre che una rendicontazione e valutazione generale dello stato di conservazione del patrimonio. Le opere conservate nei depositi sono circa 3.000, quelle diffuse nel territorio circa mille».
Come sarà il nuovo museo?
«Un luogo d’inclusione, senza barriere, la ricchezza del forte e l’importanza delle collezioni saranno al centro di un grande progetto allestitivo efficace, didattico e aggiornato. In questo saranno inseriti i percorsi militari rinascimentali, esempio tra i più importanti della tecnica difensiva del periodo».
Dove e come verrà esposto il gonfalone, uno stendardo di 4,5 metri per 3 di seta rossa, risalente al 1579, collocato prima del sisma al piano terra del Castello, che dovrebbe tornare in città nei prossimi mesi, dopo sette anni dal suo restauro?
«Stiamo studiando con i restauratori del Munda e dell’Opificio delle pietre dure di Firenze (che ne ha curato il restauro e che attualmente lo ospita, ndc) la tipologia della teca che conterrà questo preziosissimo e fragile tessuto di seta. Sarà presentato all’interno del Munda alla Rivera. Questa bellissima opera su seta dipinta a tempera è stata restaurata con i fondi dell’Associazione delle banche italiane. Attualmente è a Firenze, poiché ha particolari condizioni di conservazione che qui non sarebbero riproducibili. Intendiamo realizzare un allestimento che consentirà di ammirare i dettagli dell’opera in maniera diretta e semplificata».
Che ne sarà del museo alla Rivera, una volta rinato il Munda al castello?
«Resterà come centro di aggregazione, rimarrà sede del Museo nazionale d’Abruzzo secondo il progetto iniziale della sua inaugurazione del 2015. D’altra parte la zona, con le 99 cannelle, a ridosso delle mura storiche, è di per sé collegata alla bellezza del museo».
Parla dell’Aquila usando spesso la parola “ritorno”, che significato ha questo termine?
«Mi piace molto: spero di poter realizzare presto del ritorno del gonfalone, del mammut, del museo al castello. Il ritorno restituisce alle persone qualcosa di proprio, una identità del meraviglioso territorio abruzzese».
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