La ditta autorizzata dalla Regione tratta mercurio e vernici

8 Aprile 2016

AVEZZANO. Metalli pesanti come il mercurio, ma anche vernici tossiche oppure combustibili liquidi e scarti sanitari per le ricerche sugli animali. Sono solo alcune tipologie di rifiuti che potranno...

AVEZZANO. Metalli pesanti come il mercurio, ma anche vernici tossiche oppure combustibili liquidi e scarti sanitari per le ricerche sugli animali. Sono solo alcune tipologie di rifiuti che potranno essere gestite al nucleo industriale di Avezzano dall’azienda Saste servizi ecologici, che ha uno stabile autorizzato allo stoccaggio, alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento di materiale speciale e pericoloso.

Si parla di 60 tonnellate di rifiuti al giorno, per un totale di 20mila all’anno.

L’impianto ha incassato l’ok della Regione ma in città il fermento è già al culmine. Anche il Comune ha preso posizione sulla questione, e l’assessore all’Ambiente, Roberto Verdecchia, ha già annunciato un ricorso al Tar. Nessun intervento, invece, sulla questione, da parte della politica regionale. Né l’agguerrita opposizione, che da mesi combatte contro la realizzazione dell’impianto Powercrop, che dovrebbe trattare soltanto innocue biomasse vegetali, né la maggioranza hanno preso posizione sul documento degli uffici che dà il via libera all’iter per la nascita della nuova struttura. L’azienda ha ottenuto il parere favorevole di compatibilità idrogeologica dell’intervento proposto dal Genio civile regionale con una nota del 2010.

Il Comitato per la valutazione di impatto ambientale ha dato l’ok all’esclusione dalla procedura del Via ma ha fissato delle prescrizioni. C’è stato infine l’ok dell’Arta e della Asl che ha solo chiesto di specificare la provenienza dei rifiuti sanitari e di chiarire se saranno sottoposti a trattamento di sterilizzazione i rifiuti a rischio infettivo. Eppure di tempo per analizzare la questione ce n'è stato. Tutto infatti parte dal 2009 in cui ci fu l’autorizzazione finale con determina dirigenziale regionale attraverso una normativa che consente alla Regione Abruzzo di bypassare la procedura Via, quella procedimento che avrebbe coinvolto preventivamente tutti gli enti locali.

Invece, così è andato tutto liscio senza coinvolgere nemmeno il comune grazia alla procedura Aia, Autorizzazione integrata ambientale, alla quale non partecipano gli enti territoriali. Ora il più è fatto, ma la politica marsicana e le associazioni ambientaliste sono in silenzio.

Pietro Guida

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