La divisione sulla Corte d’Appello
L’AQUILA. Quella dell’ospedale Covid di Pescara non è l’unica recente polemica che vede l’Abruzzo spaccato in due per quanto riguarda i servizi ai cittadini.A marzo scorso, il ricordo dei moti del...
L’AQUILA. Quella dell’ospedale Covid di Pescara non è l’unica recente polemica che vede l’Abruzzo spaccato in due per quanto riguarda i servizi ai cittadini.
A marzo scorso, il ricordo dei moti del ‘71 aveva riacceso i riflettori su querelle più recenti, su vicende sulle quali L’Aquila aveva più volte gridato allo scippo. La vicenda è quella che riguarda il tentativo di trasferire la Corte d’Appello dall’Aquila a Pescara subito dopo il devastante terremoto del 2009. Sulla questione si erano confrontati duramente anche il giornalista aquilano Bruno Vespa e l’avvocato pescarese Carla Tiboni.
L’istituzione a Pescara di una sezione distaccata della Corte d’Appello era l’obiettivo di due proposte di legge presentate prima nel 2014 e poi nel 2018 dal Movimento 5 Stelle, primo firmatario il deputato e avvocato Andrea Colletti.
Quella proposta è ferma nei cassetti ed è improbabile che possa partire il relativo iter. Il tema, nel corso degli anni, ha fatto discutere anche a livello politico. Il consiglio comunale di Pescara nel 2014 approvò all’unanimità un ordine del giorno in favore della nuova sede nel capoluogo adriatico. Solo pochi giorni dopo, il consiglio comunale dell’Aquila approvò un altro ordine del giorno, ma per esprimere la sua contrarietà.
Secondo alcuni l’istanza, reiterata nel tempo, è andata sempre a vuoto solamente per una semplice questione di numeri. Ora, però, è ormai chiaro che il tentativo non potrà andare in porto alla luce del più ampio contesto che prevede il taglio dei tribunali minori, quattro nell’ambito del territorio regionale. Ma la questione di difesa del proprio comprensorio è ancora viva e si sposta su un tema molto più caldo e sensibile, ovvero quello della salute. (p.g.)
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